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martedì 5 marzo 2013

Rapita a Sofia la figlia del re della cocaina bulgaro, collegato alla ‘ndrangheta

SOFIA - Evelin Banev, al momento dell'arresto

SOFIA,- E' stata rapita a Sofia la figlia di 10 anni del presunto 're della cocaina' bulgaro, Evelin Banev, detto 'Brendo'. La ragazzina, in viaggio verso la scuola sull'auto del padre, è  stata prelevata da tre uomini, che hanno sparato all'autista, ora ricoverato. Banev è stato condannato a febbraio a 7 anni e mezzo di carcere per riciclaggio. E' sospettato anche di aver messo in piedi un'organizzazione criminale specializzata nel traffico di cocaina verso l'Italia, con la 'ndrangheta calabrese.

venerdì 20 luglio 2012

Smentisce il ministro dell'interno bulgaro: Ghezali non è il kamikaze


Il presunto attentatore ripreso da una telecamera di sorveglianza dell'aeroporto di Bargas
SOFIA -Dopo la Svezia anche la Bulgaria smentisce che lo svedese di origini algerine, Mehdi Ghezali, sia il responsabile dell'attentato avvenuto contro un bus di israeliani sulla costa bulgara nel parcheggio dell'aeroporto di Bargas. Lo riporta l'agenzia bulgara online Vesti che cita il ministero dell'interno secondo il quale non corrisponde al vero che Ghezali sia il kamikaze.
Un uomo magro, di carnagione chiara, con lunghi capelli biondi, sui 35 anni, che va avanti e indietro nervosamente tenendo a spalla un grande zaino nero e una borsa da laptop: questa l'immagine del kamikaze, ripreso da un video delle telecamere di sorveglianza che le autorità bulgare hanno diffuso.
Come ha detto il ministro dell'interno, Tsvetan Tsvetanov, l'autore presunto dell'attentato terroristico è stato ripreso da telecamere di sorveglianza installate nella sala di attesa dell'aeroporto. Nel video, diffuso dalle tv bulgare, si vede un uomo magro, di carnagione chiara, con lunghi capelli biondi, che va avanti e indietro nervosamente tenendo a spalla un grande zaino nero e una borsa da laptop. "Un uomo che non attira assolutamente l'attenzione più di tanti altri turisti" in attesa o in arrivo", ha detto Tsvetanov, secondo il quale l'uomo avrebbe avuto sui 35-36 anni
La patente falsa dell'attentatore
Gli inquirenti, ha aggiunto, sono in possesso delle sue impronte digitali, e attualmente sono in corso esami sul Dna. Finora, ha detto il ministro dell'interno, nessuna rivendicazione dell'attentato è giunta alle autorità bulgare. Sono in corso controlli a tappeto nella zona dell'aeroporto di Burgas su tutti i possibili testimoni alla ricerca di indizi utili alle indagini, con gli inquirenti bulgari, ha ancora detto il ministro, che sono in contatto costante con polizia e intelligence di Israele, nonché con l'Fbi degli Stati Uniti.
L'attentato al bus israeliano in Bulgaria ha provocato otto morti e 31 feriti. I morti sono sei israeliani, un bulgaro e il kamikaze. A bordo del bus c'erano 151 persone. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che sono almeno 31 i turisti israeliani rimasti feriti, tre dei quali in modo grave, mentre è ancora in corso l'identificazione delle vittime. Secondo la Stella rossa di David (Magen David Adom, l'equivalente israeliano della Croce rossa) "ci sono 31 feriti, 28 dei quali ricoverati a Burgas e altri tre, in gravi condizioni, trasferiti a Sofia", ha reso noto un portavoce del governo israeliano. Non si esclude che altri feriti possano trovarsi in altri ospedali. E la Magen David Adom sta verificando questa eventualità", ha precisato la fonte.

giovedì 19 luglio 2012

Il kamikaze di Burgas ha un nome: Mehdi Ghezali, svedese, estremista islamico


Mehdi Ghezali

SOFIA - Il kamikaze dell'attentato di Burgas, in Bulgaria si chiama Mehdi Ghezali ed è un cittadino svedese, già segnalato per essere un estremista islamico. Lo rivela il Times of Israel , citando fonti giornalistiche bulgare. La notizia non ha ancora avuto conferme. 
Le immagini dell'uomo erano state diffuse dalle televisioni del Paese per identificarlo e cercare testimoni. Il video è stato registrato dalle telecamere di sorveglianza. Mentre le indagini vanno avanti, Teheran, accusata di essere il mandante strage, nega con forza ogni coinvolgimento. «L'affermazione infondata di uomini di Stato del regime sionista è tipica del loro metodo, che ha uno scopo politico, ma è segnale di debolezza».