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martedì 10 dicembre 2013

Terra dei fuochi: arrestato imprenditore legato ai Casalesi

Cipriano Chianese, boss dei rifiuti per conto dei Casalesi
NAPOLI - La Dia ha arrestato Cipriano Chianese, 62 anni, imprenditore legato al clan dei Casalesi per conto dei quali ha inventato e gestito il traffico illecito dei rifiuti confluiti anche nella Terra dei Fuochi. E' accusato di aver estorto quote e gestione di una società di trasporti. Chianese, già ai domiciliari, è stato portato in carcere.
La società al centro di questa inchiesta è la Mary Trans, attiva nel trasporto di persone e di rifiuti solidi urbani e speciali. Con il suo intervento, secondo le indagini l'avvocato-imprenditore dei Casalesi Cipriano Chianese riuscì a portarla nelle mani di suo fratello Francesco, nel dicembre del 2005. Insieme all'imprenditore, la Dia ha arrestato anche Carlo Verde, 37 anni, suo collaboratore. Cipriano Chianese è stato il primo a essere rinviato a giudizio, in Italia, negli anni '90 per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere. Ad aprile, per ordine del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, gli sono stati confiscati beni per 82 milioni di euro, che erano stati sequestrati nel dicembre del 2006.

L'inchiesta che ha portato all'arresto di Cipriano Chianese, avvocato-imprenditore ritenuto al vertice del traffico illegale di rifiuti per conto del clan di camorra dei Casalesi, era stata già archiviata, ma è stata riaperta nel 2011 sulla base delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, in precedenza affiliato ai Casalesi, che la Dda di Napoli e la Dia hanno analizzato alla luce di altre precedenti testimonianze di altre persone, di numerose intercettazioni e del contenuto di molti documenti. L'analisi di questo materiale, in precedenza non compiutamente interpretabile, ha portato alla riapertura delle indagini che erano state archiviate nel 2011. Nell'inchiesta, Chianese è considerato da Dda e Dia il mandante, il regista e, insieme ad altri, parziale esecutore delle attività che nel dicembre 2005 portarono il clan dei Casalesi, tramite il fratello di Chianese, ad acquisire quote e gestione della società di trasporto Mary Trans e del relativo complesso aziendale. Chianese è considerato dagli investigatori come "colletto bianco" del clan dei Casalesi; la prima ordinanza d'arresto nei suoi riguardi è del 1993, quando fu accusato per associazione mafiosa, insieme ad altri 20 imprenditori del settore dei rifiuti. In quel contesto d'indagine venne accertato che i clan del Casertano e del Napoletano, nel 1987, avevano favorito alcuni candidati nelle elezioni politiche e amministrative che si erano detti favorevoli ad autorizzare gli impianti di smaltimento dei rifiuti del Napoletano a ricevere - in piena violazione delle norme - i rifiuti solidi urbani extraregionali. Chianese, in quell'occasione, venne assolto dal Tribunale di Napoli che, invece, condannò molti imprenditori e politici. Nel 2005 venne raggiunto da un'altra ordinanza d'arresto e da un provvedimento di sequestro beni con l'accusa di avere fornito sostegno ai Casalesi. Nell'agosto del 2006, le indagini della Dia hanno accertato che una società riconducibile a Chianese, qualche anno prima, aveva acquistato l'area sulla quale sorgeva un impianto di smaltimento dei rifiuti (ottenuto grazie all'intermediazione dei due capizona dei Casalesi Dario Simone e Raffaele Ferrara). L'area e l'impianto vennero sequestrati e, per la prima volta in Italia, un indagato - Cipriano Chianese, appunto - venne rinviato a giudizio per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere. Il procedimento giudiziario nei suoi confronti è ancora in corso. Oltre ad aver subito il sequestro (nel dicembre 2006) e la confisca (nell'aprile 2013) di beni per 82 milioni di euro, Cipriano Chianese è stato sottoposto in passato all'obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 3 anni e sei mesi.

domenica 5 maggio 2013

Svezia e Norvegia: mandateci i vostri rifiuti, dobbiamo riscaldare le nostre case

Un termovalorizzatore svedese

STOCCOLMA Svezia e Norvegia hanno paura: nel Nord Europa scarseggiano i rifiuti e i due regni scandinavi non sanno come riscaldare le case dei propri cittadini. Svedesi e norvegesi, infatti, hanno realizzato uno tra i sistemi di raccolta differenziata più efficienti del Continente, ma ora non hanno la più pallida idea di come alimentare i propri termovalorizzatori che riscaldano le case di Oslo e Stoccolma. Solo la Sveia prevede di importare immondizia per 800mila tonnellate all'anno.
Le ormai croniche emergenze in Campania e Sicilia e la stessa (inevasa) questione della discarica romana di Malagrotta sembrano essere diventate l’equivalente di un giacimento di petrolio che anche noi potremmo sfruttare se avessimo delle politiche di gestione della spazzatura. Per questo, da Oslo e Stoccolma arriva un appello: mandateci i nostri rifiuti.
Non è un problema, per loro, bruciare immondizia e ricavarne energia: gli studi dell’autorità svedese per lo smaltimento dei rifiuti sostengono che i termovalorizzatori permettono al regno di rispariamare 1,1 milioni di barili di petrolio all’anno rendendo la termovalorizzazione una tra le tecniche per abbattere i gas serra.
Sempre che ci sia la materia prima. I prezzi di mercato parlano di 100-150 euro la tonnellata, a seconda che la spazzatura sia umida o secca.

mercoledì 17 aprile 2013

Tracciabilità rifiuti a Napoli: 22 custodie cautelari, anche l’ex sottosegretario Malinconico


NAPOLI - La Guardia di Finanza di Napoli sta eseguendo 22 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Gip di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti. Dei 22 provvedimenti, 3 sono in carcere e 19 ai domiciliari. Disposti anche 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sequestri per 10,2 milioni.
C'e' anche l'ex sottosegretario Carlo Malinconico tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Custodia in carcere per gli imprenditori Sabatino Stornelli (ex Ad Selex Management, gruppo Finmeccanica), Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino.
Dalle indagini della Gdf sarebbero emerse una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del Sistri, il sistema integrato di controllo della tracciabilità dei rifiuti voluto dal ministero dell'Ambiente. Le 22 persone destinatarie dei provvedimenti di custodia cautelare sono indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, 7 sono stati bloccati a Selex.
Il progetto per l'appalto Sistri è stato stimato in circa 400 milioni di euro. Una parte delle somme sono state incassate dalle imprese nonostante il sistema non sia mai entrato in funzione. Sul progetto per anni - sottolinea la Procura - non è trapelata alcuna informazione in quanto su di esso era stato apposto il segreto di Stato in virtù del quale nel dicembre 2009 il Ministro dell'Ambiente aveva proceduto all'affidamento diretto alla società Selex Service Management che autonomamente aveva anche proposto il progetto al Ministero. Nell'abito dell'inchiesta della Procura di Napoli sull'appalto Sistri è stata eseguita un'ordinanza agli arresti domiciliari nei riguardi di un professionista che ha svolto un ruolo di consulente del Ministero dell'ambiente per la valutazione del contratto del Sistri e di presidente della Commissione di vigilanza sulla realizzazione del progetto.
Questo l'elenco dei destinatari. In carcere sono finiti Francesco Paolo Di Martino, Sabatino Stornelli e il fratello Maurizio; arresti domiciliari per Vincenzo Berardino Angeloni; Erasmo Alfonso Carrella; Giuseppe Catena; Valter Cerreti; Romano Corsetti; Carlo Corti; Marco Gaetani; Carlo Malinconico Castriota Scanderberg; Domenico Marotta; Luca Mastroianni; Costantino Moio; Giovannino Moretti; Roberto Oresti; Ferdinando Ottone; Pasqualina Ruocco; Giovanni Sabetti; Emanuela Stracqualursi; Settimio Tranquilli; Maria Zacchia. L'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è infine stato disposto per Danilo Cerreti; Matteo Cerreti; Vincenzo Collaro e Cinzia Crudele.

giovedì 10 gennaio 2013

Mafia e rifiuti, 27 arresti tra Catania e Milano: impegnati 250 agenti di polizia


CATANIA - La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catania ha effettuato un'operazione nelle province del capoluogo etneo, di Enna e Milano contro l'infiltrazione della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti. Sono stati eseguiti decine di provvedimenti cautelari in carcere. All'operazione partecipano anche agenti del reparto volo della polizia di Reggio Calabria e unità cinofile
Un'operazione massiccia alla quale hanno partecipato, coordinati dalla Dda della Procura di Catania, 250 investigatori di Dia, polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza.

Sono 27 le persone destinatarie di provvedimenti cautelari emessi dal Gip. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, associazione per delinquere, traffico di rifiuti, traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi aggravato dal metodo mafioso e truffa aggravata ai danni di Ente pubblico. 

Nell'ambito della stessa inchiesta, la Dda della Procura di Catania ha disposto perquisizioni nei confronti di altri 16 indagati, fra i quali amministratori e funzionari pubblici.

venerdì 24 agosto 2012

“Ho trovato questo bimbo tra i rifiuti”. Lo consegna alla Pubblica Assistenza di Pisa e scompare


PISA - Si è presentato stanotte alla sede della Pubblica assistenza di Pisa consegnando un neonato avvolto in un asciugamano e ha raccontato di averlo trovato vicino ad un cassonetto dei rifiuti. L'uomo ha lasciato il piccolo ai volontari per poi dileguarsi. Il bambino, maschio e che quando è stato consegnato aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, è nato prematuro: pesa meno di un chilo e di lui si stanno occupando i sanitari dell'ospedale Cisanello che si sono riservati la prognosi.