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sabato 9 marzo 2013

Egitto: confermata la pena di morte per impiccagione ai 21 tifosi degli scontri a Port Said

IL CAIRO - La disperazione dei parenti dei condannati a morte

IL CAIRO - La corte d'appello ha confermato la pena di morte per impiccagione per 21 tifosi coinvolti negli scontri dell'anno scorso allo stadio di Port Said, in Egitto, in cui rimasero uccise 74 persone. Altri cinque sono stati condannati all'ergastolo. Il tribunale ha inoltre condannato l'ex responsabile della sicurezza di Port Said, il generale Essam Samak, a 15 anni di carcere per le sue responsabilità nei disordini che sfociarono nella strage allo stadio. Altri 10 imputati sono stati condannati a pene detentive di 15 anni. Altri 28 imputati a vario titolo sono stati invece prosciolti dai giudici. Sono invece stati assolti alcuni poliziotti e responsabili del club Port Said.

sabato 26 gennaio 2013

Port Said: assalto al carcere dei condannati a morte per gli incidenti allo stadio, 30 vittime

PORT SAID - L'assalto al carcere

PORT SAID (Egitto) - Nuove violenze, che hanno provocato finora almeno 30 vittime, sono esplose oggi a Port Said subito dopo la lettura della sentenza nel processo per il massacro allo stadio della città lo scorso febbraio, quando 73 supporter di una delle più amate squadre del Cairo, el Ahly, erano stati attaccati dai tifosi della squadra locale del Masri. I sostenitori degli imputati hanno cercato di prendere d'assalto il carcere che li detiene e ha attaccato stazioni di polizia. Due agenti di polizia sono stati uccisi fuori dal carcere della città e all'edificio, è stato riferito dalla sicurezza dello stato. è stato appiccato il fuoco. Almeno altre 28 persone sono state uccise e circa 300 sono rimaste ferite negli scontri.

Tra le vittime di oggi anche due calciatori: Tamer el Fahla, ex portiere del Masri, la squadra locale di Port Said coinvolta nel massacro contro i supporter del Ahly, e Mohamed el Dezwi, del Marikh.
La corte ha chiesto la condanna a morte per 21 dei 73 imputati. Per legge, le condanne a morte dovranno essere confermate dal gran mufti d'Egitto, mentre la sentenza per tutti gli altri imputati, inclusi nove poliziotti e tre manager della squadra avversaria, sarà pronunciata il 9 marzo. La prima reazione dei famigliari delle vittime e delle migliaia di ultras assiepati all'esterno dell'aula bunker dell'accademia di polizia al Cairo è stata di esultanza.

Scontri in Egitto tra polizia e manifestanti, dieci morti, l’esercito a Port Said



IL CAIRO - Sono dieci le persone uccise nei violenti scontri di ieri in tutto l'Egitto e 496 i feriti. Lo riferisce il ministero della sanità egiziano. Otto delle vittime sono state uccise a Suez. L'esercito egiziano ha dispiegato ieri sera le sue truppe a Suez, nelle vicinanze dell'ingresso sud del Canale omonimo, dopo le manifestazioni. Soldati e blindati leggeri sono stati dispiegati attorno agli edifici sensibili, come la sede della polizia della città e quella del governatorato locale. Il secondo anniversario della rivoluzione che due anni fa ha deposto l'ex rais egiziano Hosni Mubarak è  stato dunque segnato da una protesta dilagante contro il potere dei Fratelli musulmani e del loro presidente Mohamed Morsi
IL PROCESSO PER I MORTI ALLO STADIO - Intanto la corte d'assise di Port Said ha chiesto la condanna a morte per 21 dei 73 imputati nel processo per il massacro allo stadio di Port Said durante una partita di calcio. Il 9 marzo verrà pronunciata la condanna definitiva, ha annunciato il presidente della corte. Scene di esultanza dentro e fuori l'aula dei supporter del Ahly e dei famigliari delle vittime. Nel massacro  vennero uccisi 74 supporter dell'Ahly del Cairo. Sono imputate 73 persone tra cui 9 ufficiali di polizia e tre manager del club. Per questi ultimi l'accusa è di avere permesso il massacro mentre per gli altri è di omicidio premeditato e porto di armi abusivo. Sono nelle gabbie degli imputati solo sei poliziotti. L'udienza si è aperta con una bagarre delle forze di sicurezza con i familiari delle vittime. All'esterno dell'aula migliaia di ultras.