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mercoledì 24 dicembre 2014

KAMIKAZE ISIS si fa saltare in mezzo ai miliziani sunniti a BAGHDAD, 22 morti

BAGHDAD - Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria oggi in un gruppo di miliziani sunniti  pro-governo e anti-islamici  vicino Baghdad, uccidendo almeno 22 persone. L'attaccante è riuscito a mescolarsi con i miliziani riuniti in una base militare nella città di Madain per ricevere il loro pagamento mensile. Almeno 15 dei morti erano miliziani sunniti e gli altri erano soldati, mentre altri 55 sono rimasti feriti, hanno detto. La città di Madean si trova a circa 20 chilometri  sud di Baghdad.
Il gruppo, noto come Sahwa o the Awakening Councils, è costituito da miliziani sunniti che si sono uniti alle truppe Usa nella lotta contro al-Qaeda durante l' insurrezione in Iraq nel 2007 e nel 2008 e sono visti come traditori dai militanti sunniti. Nessuno ha rivendicato l'attentato,che porta però  il segno distintivo dell'Isis, che ha conquistato vaste aree dell'Iraq occidentale e settentrionale in un blitz estivo. 

martedì 7 gennaio 2014

Aleppo: miliziani di al Qaeda giustiziano 50 prigionieri, attivisti siriani, e anche alcuni medici



ALEPPO - Miliziani qaedisti hanno giustiziato nella notte una cinquantina di prigionieri, attivisti siriani, ad Aleppo. Il massacro, affermano le fonti, è avvenuto nel quartiere di Qadi Askar, nell'ex ospedale oftalmologico nella parte orientale della città. Secondo quanto emerso, fra le vittime ci sarebbero anche alcuni medici che lavoravano negli ospedali da campo della regione di Aleppo.

lunedì 25 novembre 2013

Bengasi, violenti scontri tra esercito e miliziani, almeno 3 morti e 15 feriti


BENGASI - Gli scontri vicino all'ospedale Al Jelaa
BENGASI - Violenti scontri sono da questa notte in corso a Bengasi trale forze speciali dell'esercito della Brigada Saiqa e miliziani di Ansar al-Sharia affilati ad al Qaeda. Lo riferiscono testimoni via Twitter. Il gruppo filo-al Qaida è considerato responsabile dell'attacco del 2011 contro il consolato della città in cui perse la vita anche l'ambasciatore Usa, Chris Stevens. I testimoni riferiscono di veri e propri combattimenti e colpi di armi pesanti. Il bilancio, riferiscono fonti ospedaliere, è di almeno 3 morti e 15 feriti. Tutti i negozi e le scuole sono chiusi e le strade completamente vuote: parlando con abitanti di Bengasi, si sente in sottofondo il rumore crepitante degli spari. Verso le 9 gli scontri comtinuavano
Non è chiaro se gli scontri siano nati spontaneamente o siano un'operazione pianificata. Il Libya Heraldscrive chevVenerdì sera, sei membri della Brigata Saiqa erano stati sequestrati da Ansar Al-Sharia. Si diceva che erano stati picchiati, costretti a strisciare sulle mani e sulle ginocchia e in genere umiliati. Erano stati poi rimandati alla loro unità. Il messaggioera che i miliziani di Ansar Al-Sharia potevnoa agire impunemente e che Saiqa non doveva intralciarli.


lunedì 18 novembre 2013

Libia: “via da Tripoli entro domani i miliziani di Misurata”. Obbediranno?

TRIPOLI - L'inizio pacifico della manifestazione dei cittadini contro i miliziani che è finita nel sangue
TRIPOLI - Ai gruppi di miliziani dalla città libica di Misurata è stato ordinato di lasciare la capitale, Tripoli, entro tre giorni (a partire da ieri, quiondi entro domani) .
Tripoli sta ora osservando uno sciopero di tre giorni in segno di protesta contro gli uomini armati che hanno aperto il fuoco sui manifestanti che cercavano di espellerli dal loro quartier generale, facendo 43 vittime. In una dichiarazione congiunta di domenica, il consiglio locale di Misurata e il consiglio degli anziani ha detto che tutti i gruppi della milizia dalla città - senza eccezione - devono andare via da Tripoli entro 72 ore.
La dichiarazione ha detto che il  congresso nazionale e il governo della Libia sono i responsabili per la protezione di Tripoli e non le brigate. Poco dopo, Khalil al-Ruwaiti, che è a capo di un'unità della brigata Misurata Shield, ha confermato alla BBC che i suoi combattenti avrebbero lasciato la capitale.
La brigata Misurata Shield è nominalmente collegata al ministero della difesa, ma - come altri gruppi Shield - è vista dalla gente come un gruppo che pur avendo uno status semi-ufficiale può operare in modo indipendente e incontrollato, anche se non è questa in particolare che ha partecipato alla sanguinosa sparatoria. 
Le milizie che hanno contribuito a rovesciare  Muammar Gheddafi nel 2011 hanno finora rifiutato di deporre le armi. Nessuna di loro ha rivendicato il rapimento del vice capo dell'agenzia di intelligence, Mustafa Nuh domenica, poi rilasciato.
Nuh era  in una macchina dopo l'arrivo all'aeroporto internazionale di Tripoli quando è stato rapito con l'ex comandante ribelle Alaa Al-Hafs, che è riuscito a fuggire. Hafs h detto che Nuh era stato fatto prigioniero da uomini della città occidentale di Zintan, che lo avevano picchiato. Lo 007 è stato liberato dopo l'intervento del Consiglio della Shura di Zintan, composta da anziani locali. Zintan ha le più potenti brigate a Tripoli e la maggior parte delle loro basi sono sulla strada che conduce all'aeroporto.

sabato 16 novembre 2013

Tensione continua a Tripoli dopo gli scontri di ieri: 37 i morti, 300 i feriti

TRIPOLI - Mattinata di tensione a Tripoli dopo un’intera giornata di guerriglia urbana. La capitale libica è ripiombata ieri nel caos dopo che una manifestazione pacifica contro le scorribande di gruppo di miliziani di Misurata - che spadroneggia in un quartiere della città - è degenerata in violentissimi scontri, tra i più sanguinosi dalla caduta di Muammar Gheddafi nel 2010.

Il ministero della sanità libico ha indicato in almeno 37 morti e quasi 300 feriti il bilancio, non ancora definitivo, delle violenze in cui i miliziani reduci della 'rivoluzione anti-Gheddafi' hanno aperto il fuoco su dimostranti che protestavano contro di loro. Il ministero ha peraltro il ipotizzato che il numero delle vittime possa crescere ancora. Il premier Ali Zeidan ha invece fissato in 27 il numero dei manifestanti uccisi, mentre fonti governative lanciano appelli al cessate il fuoco. Il premier libico ha ordinato a tutte le milizie armate a lasciare Tripoli, senza eccezione alcuna.
Nel frattempo, è stato annunciato che i manifestanti sono scesi per le strade di Tobruk per protestare contro le uccisioni a Tripoli. Altre manifestazioni in solidarietà con la capitale sono attese per oggi. A Misurata, invece, la stazione televisiva locale, Misrata Channel , ha affermato che "ci sono state alcune persone tra i manifestanti che svelntolavano la 'bandiera verde' (la bandiera del regime di Gheddafi) ed erano gli organizzatori delle proteste". La stazione ha detto che i miliziani avrebbero "colpito con un pugno di ferro per proteggere quello che avevano raggiunto con la rivoluzione".