Visualizzazione post con etichetta metodo stamina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta metodo stamina. Mostra tutti i post

giovedì 10 ottobre 2013

Il ministro Lorenzin ha ordinato lo stop alla sperimentazione del metodo Stamina

ROMA - La decisione era nell'aria: arriva infatti lo stop alla sperimentazione del metodo Stamina che utilizza cellule staminali mesenchimali, ovvero del midollo osseo. La sperimentazione, si legge in un documento di "presa d'atto" del ministero della Salute, "non può ulteriormente essere proseguita".
La decisione di blocco della sperimentazione, si legge nel documento del ministero, è stata presa considerando il parere del Comitato scientifico e quello successivo dell'avvocatura dello Stato. Il parere del Comitato definisce il metodo stamina caratterizzato da "potenziali rischi", "inadeguata descrizione" e "insufficiente definizione del prodotto".

Lorenzin: "E' un metodo pericoloso" - "Purtroppo l'epilogo di questa vicenda non è stato positivo. La sperimentazione del metodo Stamina non può essere proseguita perché il metodo è pericoloso per la salute dei pazienti". Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Il comitato scientifico "composto dai massimi esponenti del settore - ha spiegato il ministro - ha dato una valutazione negativa del metodo ma non dando un giudizio a priori, bensì dando un giudizio in merito alla ripetibilità e sicurezza del metodo stesso". Nel percorso parlamentare, ha detto Lorenzin, "abbiamo ammesso delle deroghe alla normativa sulle sperimentazioni cliniche, ma nonostante tali deroghe l'esito è negativo perché non si rientra nei parametri per poter continuare questa sperimentazione".


Vannoni: "Il vero pericolo per i malati è la Lorenzin" - "Non è il metodo Stamina ad essere pericoloso per i malati, bensì il ministro Lorenzin e chi sta gestendo così male questa situazione, a fronte di una legge votata dal Parlamento che stabilisce l'avvio della sperimentazione". E' questo il primo commento del presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, allo stop alla sperimentazione del suo metodo annunciato dal ministro della Salute. Ora "l'obiettivo - ha detto Vannoni - è attuare la sperimentazione all'estero, possibilmente in Usa".

venerdì 20 settembre 2013

Metodo Stamina: gli Spedali di Brescia ricorrono al giudice, non vogliono più curare Sofia

LIVORNO - Si riaccendono le polemiche intorno al metodo Stamina: gli Spedali di Brescia hanno presentato ricorso contro il provvedimento del giudice di Livorno, che autorizzava a proseguire il trattamento per la piccola Sofia, che poteva così andare oltre le cinque infusioni previste. L'udienza è stata fissata il 12 ottobre, ma il legale della famiglia della piccola ha chiesto un rinvio. "Le infusioni non hanno mai avuto effetti collaterali", assicura la mamma.
"Non capisco questo accanimento nei confronti di una bambina sofferente. Sofia è stata sottoposta al trattamento non con la continuità e la regolarità dovute a causa dei diversi pronunciamenti dei giudici". Lo ha detto Caterina Ceccutti, la mamma di Sofia. "Ora - ha aggiunto la donna - avevamo raggiunto un po' di tranquillità dopo il pronunciamento del giudice Sbrana. Le infusioni non hanno mai provocato effetti collaterali ma, ogni volta, c'è stato qualche piccolo miglioramento. D'altra parte che alternativa ci viene offerta? Nulla". Il reclamo sarà presentato a un collegio di tre giudici che dovranno decidere se confermare o modificare il provvedimento del giudice livornese.
"Gli Spedali Civili di Brescia - spiega la signora Ceccutti a Tgcom24 - potevano rispettare la sentenza del tribunale di Livorno oppure fare reclamo. Hanno scelto la seconda strada usando i soldi pubblici per pagare gli avvocati invece che per curare i malati. La struttura ha scelto la via legale per evitare e che si creassero dei precedenti: la sentenza che permetteva a Sofia di proseguire le cure con il metodo Stamina si riferiva al decreto Balduzzi: il malato che avesse iniziato la terapia di Vannoni su autorizzazione di un tribunale, poteva ricevere tutte le infusioni ritenute necessarie dal medico curante, quindi potenzialmente infinite"

Le richieste dei genitori della piccola Sofia sono le stesse di un anno fa. "Vogliamo continuare una cura che garantisce un minimo miglioramento a un malato terminale che non ha una terapia alternativa - conclude la mamma. Ci sono tantissimi testimoni che hanno visto la bambina ricoverata all'opedale Mayer per un mese. Era in una stanza doppia: non dormiva, piangeva di dolore tutto il giorno, non mangiava. Le quatto famigle che hanno diviso la camera con noi hanno potuto osservare il miglioramento. Dopo le infusioni Sofia ha ripreso a dormire e ha smesso di vomitare, ha aperto gli occhi. Non spero di guarire mia figlia, ma di darle una condizione più dignitosa sì".

mercoledì 24 luglio 2013

Hanno dormito davanti alla Camera 9 disabili gravissimi. Vogliono il metodo Stamina

ROMA - Nove disabili gravissimi questa notte hanno dormito davanti a Montecitorio. Ci sono due fratelli, Sandro e Marco Biviano, che si sono fatti portare le bare perché da quella piazza son convinti che andranno via morti. I disabili che chiedono al governo di potersi curare con il metodo Stamina.
"E' assurdo che giornali e televisioni non seguano queste vicende. Com'è possibile che a nessuno importi niente di loro?", sottolinea ancora Bruno Talamont, presidente del Movimento Vite Sospesei. La protesta dei disabili è iniziata alle 10 di ieri. In piazza c'erano circa 150 persone. "Manifesteremo a oltranza, questa volta non basteranno le promesse a fermarci. Non andremo via finché non ci verrà data la possibilità di curarci", ha detto Sandro Biviano, 37 anni, di Lipari, affetto da distrofia muscolare, una malattia che gli ha ucciso il padre e uno zio, e della quale soffrono anche i suoi tre fratelli.

Nel corso della giornata diversi politici si sono recati sul luogo della protesta. Ai rappresentanti del Movimento Vite Sospese è stato promesso un incontro con la Boldrini. La promessa, però, non è servita a fermare i fratelli Biviano, che si sono sdraiati sull'asfalto per dormire, insieme ad altri sette disabili gravissimi. "Anche lo scorso 11 luglio ci fecero tante promesse, ma poi, finita la protesta, non ne è stata mantenuta nessuna. Adesso ho deciso che non mi fermerò. Possono promettermi il mondo, ma io da qui non me ne vado senza aver raggiunto il risultato di poter curare me stesso e i miei fratelli. Una delle mie sorelle è ormai molto grave, non sopporto l'idea di vederla morire, specie sapendo che le sono state negate le cure compassionevoli del professor Davide Vannoni", ha detto Sandro Biviano. 

"Chiediamo soprattutto un decreto urgente che permetta a tutti le cure compassionevoli col metodo Stamina. Altrimenti i nostri politici dovranno rispondere dell'accusa di genocidio", ha detto il vicepresidente del Movimento Vite Sospese, Pietro Crisafulli.