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lunedì 13 ottobre 2014

UN TIR travolge e uccide 3 operai Anas sull’autostrada Catania-Siracusa. Il camionista indagato per omicidio colposo plurimo


CATANIA - Tre operai dell'Anas sono morti e un quarto è rimasto ferito in un incidente avvenuto sull'autostrada Catania-Siracusa, in territorio di Lentini.
Secondo una prima ricostruzione, un Tir li ha travolti mentre erano al lavoro. Un quarto operaio rimasto gravemente ferito è ricoverato nell'ospedale Cannizzaro di Catania. 
Sono cinque gli operai travolti. poco prima della galleria Serena. Erano della Covir che stavano eseguendo lavori di manutenzione nella corsia di emergenza per conto dell'Anas.
Il quinto è rimasto illeso. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale di Siracusa, l'autotreno ha invaso la corsia di emergenza. Sul posto anche l'elisoccorso del 118 e le squadre di pronto intervento Anas.
Secondo i primi rilievi della polizia stradale di Siracusa, i cinque operai stavano lavorando rispettando le norme di sicurezza. Gli investigatori stanno cercando di accertare le cause che hanno fatto perdere il controllo del Tir al conducente.
Il ferito è ricoverato in codice rosso all'ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato trasportato con un elicottero del 118. Le sue condizioni sono definite molto gravi.
Il traffico veicolare in direzione Siracusa è deviato allo svincolo di Lentini.
«I fatti sono chiari» e i rilievi eseguiti dalla polizia stradale «li vanno confermando: è stato un errore umano». Lo afferma  il procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, sull'incidente sulla A18 che ha provocato 3 morti e un ferito grave.
Il camionista è indagato in stato di libertà per omicidio colposo plurimo e, secondo quanto si è appreso, avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

domenica 10 novembre 2013

Siracusa: i CC bloccano due fratelli boss della mafia, uno si suicida

Calogero e Vincenzino Mignacca
SIRACUSA Un blitz dei carabinieri del Gis in un covo nelle campagne di Lentini nel Siracusano dove si nascondevano due latitanti, esponenti di spicco del clan mafioso dei Tortoriciani, si è concluso con l'arresto di Calogero Mignacca, 41 anni, mentre il fratello Vincenzino, 45 anni, si è suicidato con un colpo di pistola alla tempia. I due avevano sulle spalle sentenze definitive per omicidi, rapine ed estorsioni e dovevano scontare l'ergastolo. I militari avevano identificato il covo dei due malviventi in un casolare di campagna nel comune di Lentini. Vista la pericolosità degli elementi era stato richiesto l'intervento del gruppo di intervento speciale (Gis) dei carabinieri. Dopo aver circondato il casolare, è stata più volte intimata la resa ma alla fine si è deciso per l'intervento. I Gis hanno sfondato la porta d'ingresso e fermato immediatamente Calogero, trovato in possesso di una pistola.

Vincenzino si era invece rinchiuso in un'altra stanza. Anche lui era armato e quando i carabinieri, protetti dagli scudi antiproiettile, hanno sfondato la porta, lui si è puntato la pistola alla tempia e ha fatto fuoco.