ROMA - Il procuratore Pignatone si è impegnato a rivedere tutti gli atti sin dall'inizio". E' quanto ha riferito Ilaria Cucchi dopo l'incontro con il capo della Procura di Roma, dopo l’assoluzione degli imputati per la morte in carcere del fratello Stefano. Intanto il sindacato di polizia penitenziaria Sappe ha depositato a Roma una querela nei confronti di Ilaria Cucchi. Lo rende noto lo stesso sindacato in una nota, in cui afferma: "Dopo essersi improvvisata aspirante deputato prendiamo atto che Ilaria Cucchi vorrebbe ora vestire i panni di pm magari consegnando quelli da giudice al suo difensore per confezionare una sentenza sulla morte del fratello Stefano che più la soddisfi".
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lunedì 3 novembre 2014
domenica 2 novembre 2014
La sorella di Stefano Cucchi: dovranno uccidermi per fermarmi
| Ilaria Cucchi |
MILANO - La sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, che da quel 15 ottobre 2009 si batte per conoscere la verità sulla morte del giovane, andrà avanti: "Mi devono uccidere per fermarmi", dice dopo la sentenza che ha assolto tutti gli imputati. "Non ce l'ho con i giudici di appello - aggiunge - ma adesso da cittadina comune mi aspetto il passo successivo e cioè ulteriori indagini, cosa che chiederò al procuratore capo Pignatone". Ilaria Cucchi spiega che "il prossimo passo è la Cassazione e la Corte europea. Non è finita qui. Se lo Stato non sarà in grado di giudicare se stesso, faremo l'ennesima figuraccia davanti alla Corte europea. Sono molto motivata".
Ospite a Che Tempo che fa ribadisce: "La sentenza d'appello è stata il fallimento della Procura di Roma". Aggiunge: "Le pressioni indebite ci sono state nei nostri riguardi, facendo in modo che noi subissimo un processo di primo grado lunghissimo che era principalmente un processo a Stefano; è stato un processo alla vittima".
Il 'caso Cucchi' non finisce qui". Sono le parole anche di Fabio Anselmo, legale della famiglia: "Ora aspetteremo le motivazioni della sentenza per preparare il nostro ricorso per Cassazione ma intraprenderemo anche un'azione legale nei confronti del ministero" della Giustizia, "affinchè si possa riconoscerne la responsabilità rispetto alla morte di Stefano". Secondo la difesa della famiglia Cucchi da entrambi i processi emerge che un pestaggio nelle celle del Tribunale c'è stato e quindi si chiama ora in causa il ministero della Giustizia affinché riconosca la sua responsabilità dal punto di vista di un risarcimento danni.
La famiglia, nelle more del processo d'appello, ha già ottenuto un maxi-risarcimento da
La storia di Stefano Cucchi cominciò nella notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2009, quando il giovane fu fermato all'ingresso del Parco degli Acquedotti perché trovato in possesso di circa 30 grammi di droga. Il giorno dopo Cucchi fu portato davanti al giudice monocratico per la convalida dell'arresto. Dopo la convalida, Cucchi fu affidato alla polizia penitenziaria e qualche tempo dopo il medico del tribunale si accorse che aveva alcune ecchimosi sulle palpebre e altre contusioni. Alle 15.45 Cucchi arrivò al Regina Coeli, ma poche ore più tardi fu trasportato all'ospedale Fatebenefratelli dove gli furono riscontrate ulteriori lesioni. Alle 23 Stefano Cucchi venne riportato in carcere, ma il giorno successivo, il 17 ottobre, fu trasportato al Pertini nel reparto protetto. La mattina del 22 ottobre Stefano Cucchi morì e da quel momento fu avviata l'indagine.
giovedì 6 giugno 2013
Il ministro Cancellieri: solidarietà alla sorella di Stefano Cucchi. Senza giudizi sulla sentenza
ROMA - "Sono donna di istituzioni e non mi appartiene dare giudizi sull'operato della magistratura. Alla sorella di Stefano Cucchi posso solo esprimere solidarietà, una grandissima partecipazione perché sono consapevole che quello è un dolore che nessuno ha lenito", così il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.
“Voglio evitare qualsiasi contro polemica. So solo che la colpa è solo nostra, solo dei medici. E meno male che non siamo delinquenti". A parlare è Aldo Fierro, primario del reparto del Pertini dove morì Stefano Cucchi. Fierro è stato condannato a due anni.
"Stefano non sarebbe arrivato in ospedale se non fosse stato massacrato. Ma i medici sono anche responsabili e non sono degni di indossare il camice". Ilaria Cucchi commenta così le parole del primario Aldo Fierro.
"E" stato un processo a Stefano", ha aggiunto Ilaria Cucchi, nel corso di una conferenza stampa. "Il senatore Carlo Giovanardi - ha detto Luigi Manconi, il presidente della Commissione per la tutela dei Diritti Umani - lo ha definito tossicodipendente, anoressico, larva, zombie".
venerdì 1 febbraio 2013
Giovanardi: la sorella di Stefano Cucchi sfrutta la tragedia del fratello per fare carriera politica
ROMA - Carlo Giovanardi accusa la sorella di Stefano Cucchi, il ragazzo morto in carcere a Roma, candidata nelle liste di Rivoluzione civile. Ai microfoni di Radio 24, l'ex sottosegretario, candidato con il Pdl, sostiene: "E' evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello". Giovanardi poi torna sulla vicenda Cucchi: "Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c'e' nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori". "Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni - aggiunge Giovanardi - perché dappertutto e' stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè' che è' morto perchè era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l'hanno lasciato morire prendendo per buona la volontàdi una persona che non sapeva gestirsi". Quanto alla sorella, Ilaria, "come succede sempre in Italia su fatti come questi, si costruisce una carriera politica e la sorella e' diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita cosi'", conclude Giovanardi.
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