Visualizzazione post con etichetta corte dell'aja. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta corte dell'aja. Mostra tutti i post

martedì 10 luglio 2012

Condannato dalla corte dell'Aja signore della guerra congolese che usava bambini soldato


Thomas Lubanga

L’AJA - La Corte penale internazionale ha condannato a 14 anni di reclusione un signore della guerra congolese accusato di aver utilizzato bambini soldato.
Thomas Lubanga, 51 anni, aveva impiegato dei bambini nella sua milizia dell'Unione dei patrioti congolesi, mandandoli a uccidere ed essere uccisi durante i combattimenti nella regione di Ituri nel Congo orientale, nel biennio 2002-2003.
Il giudice Adrian Fulford ha detto che la condanna riflette la necessità di proteggere i bambini in tempo di guerra. "La vulnerabilità dei bambini significa che deve essere concessa loro una tutela particolare", ha aggiunto in udienza.
Attivisti per i diritti hanno salutato il caso come una pietra miliare negli sforzi volti a perseguire l'uso diffuso dei bambini soldato nei conflitti in tutto il mondo.
L'accusa aveva chiesto una condanna a 30 anni. Lubanga, che indossava un abito grigio e cravatta, non ha mostrato alcuna emozione mentre il giudice Fulford leggere la sentenza.  Fulford detto che il tempo che Lubanga aveva passato in detenzione preventiva dal marzo 2006 sarebbe stato detratto dalla condanna complessiva. Sconterà quindi in tutto altri otto anni.
Al momento non è chiaro dove Lubanga sconterà la sua pena. La corte non ha celle per incarcerare criminali di guerra condannati.
La condanna di Lubanga avviene mentre sono in corso disordini nella Repubblica Democratica del Congo.
Le forze ribelli stanno avanzando verso la città principale del paese orientale di Goma. Sono comandate dal generale Bosco Ntaganda, che è anche ricercato per crimini di guerra dalla Corte penale internazionale.


venerdì 3 febbraio 2012

La Corte dell'Aja accoglie il ricorso della Germania: niente indennizzi alle vittime italiane dei crimini nazisti


 L'AJA -  La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia, bloccando così il pagamento delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza, l'Italia non ha adottato "l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale" a Berlino per i reati del Terzo Reich. La Corte ha accolto tutti i punti del ricorso, ordinando all'Italia "che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi".
La Corte dell'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di "ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie" affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità "siano prive d'effetto".

Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte dell'Aja, il più alto organo giudiziario dell'Onu, è cominciato il 23 dicembre 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la "mandante" dei militari nazisti che il 29 giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese.

La sentenza della Cassazione a suo tempo è stata considerata un "precedente storico" sancendo per la prima volta il diritto per le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un procedimento penale. Prima di allora c'erano state solo delle sentenze nelle cause civili per risarcimento danni chiesto dai cosiddetti "schiavi di Hitler". Nessun altro Paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania in ottemperanza alla clausola dell'immunità giurisdizionale.
Il contenzioso tra Roma e Berlino ha portato all'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro culturale italo-tedesco in provincia di Como.