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giovedì 30 maggio 2013

L’omaggio di Milano alla camera ardente di Franca Rame al Piccolo Teatro


MILANO - L'arrivo di Jacopo e Dario Fo alla camera ardente

MILANO - E' stata aperta al Piccolo Teatro di Milano, in via Rovello, la camera ardente per Franca Rame, l'attrice morta ieri all'età di 84 anni. Già decine le persone in fila per dare l'ultimo saluto alla moglie di Dario Fo. La bara è coperta da un drappo rosso e sul feretro campeggia una foto di scena di Franca Rame. Sulla facciata esterna del Teatro ci sono le locandine di alcuni spettacoli dell'attrice. All'interno della camera ardente Dario Fo accoglie e bacia tutti i cittadini che stanno rendendo omaggio alla moglie. Nella camera ardente c'è anche il figlio di Dario e Franca, Jacopo Fo.

domenica 31 marzo 2013

Aperta al teatro Dal Verme la camera ardente di Jannaci


MILANO - E' stata aperta dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e dal figlio di Enzo Jannacci, Paolo, la camera ardente allestita nel teatro Dal Verme per il cantautore scomparso l'altro ieri. La camera ardente rimarrà aperta oggi e domani dalle 10 alle 19, mentre i funerali di Enzo Jannacci si terranno nel pomeriggio di martedì nella basilica di Sant'Ambrogio. Jannacci, ha detto il sindaco, sarà poi sepolto al Famedio dei milanesi illustri.

E se ne è andato anche il “Califfo”. Camera ardente al Campidoglio

Franco Califano

ROMA - E' proprio una Pasqua tragica per la musica italiana. Venerdì Enzo Jannacci, sabato Franco Califano. Nell'arco di 24 ore se ne sono andati prima un simbolo di Milano, poi uno di Roma, "er Califfo". Nel mondo anglosassone per descrivere uno come Califano si usa l'espressione "larger than life" (più grande della vita), lui di sé diceva: "ero bello esagerato".
Franco Califano "era anche un mio amico personale e non lo posso dimenticare. Abbiamo offerto il Campidoglio per la camera ardente e pensiamo che possa cominciare da domani". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, all'indomani della morte dell'artista. "Vogliamo testimoniare tutta la vicinanza della città- ha aggiunto - a questa bella figura di artista, controversa, con tante contraddizioni, ma anche con tanta umanità". I funerali avranno luogo martedì, in concomitanza con quelli, a Milano, di Emzo Jannacci
"I complimenti arrivano quando non ci sei più. Ti dedicano le piazze, le strade...". Così Franco Califano, nella sua ultima intervista concessa all'emittente romana Tg9 in occasione del concerto del 18 marzo al teatro Sistina di Roma. Califano appariva in buona forma e pensava al futuro, già proiettato sul tour in programma in estate. "Soffro il caldo, speriamo bene...".  Invece la malattia lo stava corrodendo e alla fine ha vinto. Aveva 75 anni, vissuti pericolosamente.



domenica 11 marzo 2012

L’ingegnere ucciso in Nigeria: Monti alla camera ardente a Gattinara. Il ministro Terzi: basta diatribe politiche


ROMA. - Basta "diatribe politiche" fatte sulla pelle degli italiani, dal caso dei maro' in India, fino al tragico blitz in Nigeria. L'appello alla responsabilita' e' del ministro degli Esteri, Giulio Terzi. "Non vogliamo assolutamente accettare che questi episodi diventino un elemento per le quotidiane illazioni o per le quotidiane diatribe che ogni tanto si sviluppano nel nostro Paese -  ha affermato il titolare della Farnesina - quando si sviluppano si possono sviluppare su altre cose, non sulla pelle dei nostri connazionali che sono a rischio". "Noi - ha sottolineato Terzi - trattiamo questi casi, nei rapporti con i nostri organi di intelligence e con gli altri ministeri, con profonda consapevolezza dei rischi che i nostri connazionali corrono".
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è oggi a Gattinara alla camera ardente allestita per Franco Lamolinara nel municipio. Il premier rendera' omaggio alla salma dopo aver gia' sentito nella giornata di ieri la vedova di Lamolinara per esprimerle le condoglianze. Il presidente del Consiglio sarà oggi in Piemonte, poiché lunedì pomeriggio, quando sono annunciati i funerali dell'ingegnere, sarà impegnato a Bruxelles per l'Eurogruppo. 
            
                     COLPO LETALE ALLA TESTA, A SANGUE FREDDO
L'ingegnere Franco Lamolinara - ucciso con il collega Chris MacManus nel blitz che avrebbe dovuto liberarli - e' stato raggiunto da quattro colpi: quello mortale alla testa. E' il primo risultato dell'autopsia eseguita dal professor Paolo Arbarello presso l'Istituto di medicina legale della Sapienza. I colpi sono stati sparati "da un'arma a canna lunga", sicuramente "da distanza ravvicinata" ma senza accostare la canna al capo. Sembra quindi prendere consistenza l'ipotesi che a far fuoco sugli ostaggi siano stati i terroristi al momento dell'irruzione delle 'teste di cuoio'. Nel corso dell'autopsia gli esperti hanno inoltre recuperato alcuni frammenti dei proiettili che ora saranno esaminati dai carabinieri del Ros per tentare di individuare con certezza il tipo di arma che ha sparato. Quel che e' certo e' che ostaggi sono stati uccisi a sangue freddo, in un bagno. Cosi', secondo un testimone, era stato ordinato ai rapitori in caso di blitz. Hauwa, la moglie di un custode dello stabile in cui erano tenuti i due ostaggi, ha raccontato: "Erano tutti nel salone del compound quando le mura hanno tremato per un'esplosione, alcuni sequestratori sono stati uccisi dai proiettili penetrati nella stanza". "Poi lo scontro a fuoco si e' intensificato e due uomini hanno sospinto gli ostaggi nel bagno. Ho sentito dei colpi e sono fuggita, non so come ho fatto a sopravvivere".


                                           “RIVENDUTI” PIU’ VOLTE
La custode ha anche fatto sapere che Lamolinara e McManus si trovavano da dicembre nel covo di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria, ipotesi che conferma le indiscrezioni che dal 12 maggio 2011, il giorno del rapimento, gli ostaggi siano stati trasferiti in diverse localita' in Nigeria e 'rivenduti' piu' volte prima di finire nelle mani degli ultimi sequestratori. Altri particolari sono poi arrivati dai servizi segreti locali che hanno interrogato il commando di cinque terroristi che teneva in ostaggio i due.
  Questo avrebbe avuto l'ordine di ucciderli nel caso di un blitz per la loro liberazione. Nel corso dell'interrogatorio, riportato dal quotidiano nigeriano The Nation, uno degli arrestati ha raccontato le indicazioni ricevute dai capi: "Avevamo l'ordine di uccidere immediatamente gli ostaggi se ci fossimo accorti che le forze di sicurezza stavano circondando lo stabile". Secondo il Daily Telegraph i rapitori avevano deciso di ucciderli e di disfarsi dei loro cadaveri nel deserto. I sequestratori temevano che il cerchio si stesse stringendo attorno a loro dopo che Abu Muhammad, uno dei loro capi, non aveva dato piu' notizie. In effetti Muhammad era stato arrestato martedi' e aveva indicato il covo in cui erano tenuti gli ostaggi e i numeri di cellulare dei loro carcerieri.
  Dalle intercettazioni sarebbe emerso che i rapitori erano in agitazione e ormai consideravano i due ostaggi come "un peso".
  Un'altra opzione era quella di "vendere" i due ostaggi ad Al Qaeda nel Maghreb islamico.
Il Servizio di Sicurezza dello Stato (SSS)  ha in custodia cinque militanti islamici sospettati di coinvolgimento nel rapimento. Due degli uomini tra cui Abu Muhammed descritto come il leader del ring, sono stati arrestati prima del tentativo di salvataggio e tre presso il composto in cui il raid ha avuto luogo.

domenica 4 marzo 2012

Oggi pomeriggio l’ultimo addio a Lucio


In fila per entrare nella camera ardente di Lucio Dalla

BOLOGNA - Fino a notte fonda hanno continuato la processione in Piazza Maggiore per portare l'ultimo saluto a Lucio Dalla. Alle sette di ieri erano in trentamila e per i funerali di oggi ne sono attesi altrettanti. E chi non è riuscito a passare prima della chiusura, si è ripresentato questa mattina alle 7 nel cortile d'onore di Palazzo D'Accursio. Bastano questi numeri per capire "l'affetto straordinario" dei bolognesi per Lucio Dalla, stroncato giovedì scorso da un infarto durante il tour in Svizzera. Oggi i funerali alle 14,30 nella Basilica di San Petronio, che fu aperta soltanto per le esequie di don Dossetti: canterà il coro di San Domenico, il compagno di Lucio Marco Alemanno leggerà alla fine della messa le parole della canzone "Le rondini"; non sarà presente il cardinale Caffarra, ma un suo sostituto.

lunedì 2 gennaio 2012

Conclusa la camera ardente, il feretro di don Verzè è arrivato a Illasi (Verona)

MILANO Il feretro di don Luigi Maria Verzé, fondatore del San Raffaele, è stato accolto dagli applausi all'uscita dalla camera ardente allestita nel ciborio dell'istituto per permettere ai dipendenti e a chi lo conosceva di portargli l'ultimo saluto. La salma è partita alla volta di Illasi (Verona), paese natale del sacerdote, dove si celebrano i funerali.  La salma sarà, poi, tumulata nella cappella della Madonna della Vita del San Raffaele.

mercoledì 26 ottobre 2011

Folla a Coriano alla camera ardente di Marco Simoncelli

CORIANO (Rimini) - Due bianche Honda numero 58, mazzi di fiori, messaggi scritti su fogli o pezzi di stoffa, lo stendardo del Comune e tanti amici che da questa mattina garantiscono l'ordine e forniscono assistenza a tifosi, amici e cittadini. Così si presenta la camera ardente allestita al teatro comunale "Corte" che resterà aperta fino alle 22 per rendere omaggio al Sic, l'amico di tutti qui a Coriano, nel riminese.

Marco Simoncelli, morto all'età di 24 anni domenica scorsa durante la gara di MotoGP al circuito di Sepang, in Malesia, è posto al centro del piccolo teatro comunale di Coriano, dentro una bara in legno scuro, protetta da un vetro. Sei sedie a lato per i parenti. E' vestito in jeans e maglietta grigia a maniche lunghe, e sono evidenti i segni delle ferite sulle mani e sulla faccia. Inconfondibile la sua chioma riccia. Centinaia - fuori e dentro la camera ardente - i messaggi di cordoglio per la famiglia e i saluti al campione di motociclismo. "Avrei voluto scriverti tante cose, ma ti dico solo ciao!" si legge nel libro delle firme all'uscita dal teatro. "Non ti conoscevo ma sei un grande" e ancora "Marco sarai per sempre il nostro campione".

In tarda mattinata si è presentato a Coriano l'ex compagno nel team Honda Gresini Racing, il ravennate Marco Melandri, che ora corre nella Superbike. "Sono andato a salutare la famiglia - ha detto dopo la visita alla salma del collega - ora l'ultimo saluto a Marco. Non so se verrò domani ai funeralià c'è tanta gente che vuole salutarlo". In mattinata una persona di Coriano si è sentita male all'interno della camera ardente: un semplice malore, come spiegano i sanitari che l'hanno immediatamente soccorsa.