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mercoledì 12 marzo 2014

Tornata libera la “mantide di Cairo Montenotte”

Gigliolsa Guerinoni durante il processo
ROMA - Scontata la pena di 26 anni di carcere per l'omicidio del suo amante Cesare Brin, è tonata definitivamente libera Gigliola Guerinoni, 69 anni, soprannominata la "Mantide" di Cairo Montenotte (Savona), al centro di un caso giudiziario che ha appassionato l'opinione pubblica ed i media a partire dall'estate del 1987. Il tribunale di Sorveglianza di Roma, accogliendo un'istanza dell'avvocato Nino Marazzita e preso atto del "comportamento sufficientemente partecipativo" della donna durante l'affidamento in prova ai servizi sociali nel corso del quale si è dedicata "con continuità al proprio lavoro, aderendo alle prescrizioni senza mai assumere atteggiamenti polemici", ha dichiarato estinta la pena. Nel 2002 Guerinoni aveva ottenuto la semilibertà e lavorava in un albergo nel centro di Roma come stiratrice. La sera rientrava nel carcere di Rebibbia. 

L'omicidio di Cesare Brin, 56enne farmacista di Cairo Montenotte e presidente della locale società di calcio, avvenne la notte tra il 12 e il 13 agosto 1987. Legato clandestinamente alla Guerinoni, all'epoca dei fatti quarantaduenne e titolare di una galleria d'arte, l'uomo fu ucciso dopo essere stato colpito violentemente alla testa con un oggetto contundente. Il cadavere fu trovato una settimana dopo su un'altura di Cairo. Per l'omicidio, in concorso con la "Mantide", fu condannato a 15 anni di reclusione anche Ettore Geri, anziano convivente della Guerinoni.

martedì 11 giugno 2013

Savona: 32 anni,senza lavoro, sfrattato. Si uccide buttandosi dalla finestra

SAVONA - Senza lavoro e con uno sfratto incombente. Un uomo di 32 anni si è suicidato, verso le 11 di questa mattina, in un paese vicino Savona, in Liguria. L'uomo si è lanciato dalla finestra della sua abitazione al terzo piano di un palazzo in via Pighini a Cairo Montenotte.
L'uomo è caduto sul prato del giardino sottostante. L'erba ha attutito l'effetto dell'impatto sul terreno ma il trentaduenne è morto nonostante i tentativi di rianimazione praticati dai sanitari del 118.

L'uomo soffriva da tempo di disturbi depressivi, collegati alla situazione difficile della famiglia. Era disoccupato, viveva con la madre pensionata e un fratello disabile e da ultimo doveva fare i conti con una procedura di sfratto. L'uomo, infatti, si era rivolto agli uffici del Comune di Cairo Montenotte per chiedere assistenza ma il Comune non poteva intervenire perché' il giovane non aveva la residenza a Cairo.