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venerdì 4 luglio 2014

Scandalo Mose, arrestato Marco Milanese, ex consulente del ministro Tremonti

Marco Milanese con Giulio Tremonti
VENEZIA - Marco Milanese, in passato consulente dell'ex ministro Giulio Tremonti, è stato arrestato per corruzione dalla guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta Mose. Lo rende noto l'agenzia di stampa Ansa. Milanese era già coinvolto in altre vicende giudiziarie. L'arresto fa riferimento all'ordinanza del 4 giugno emessa dal gip di Venezia, Alberto Scaramuzza, e che aveva portato, tra carcere e domiciliari, all'arresto di 35 persone per vari reati legati alla realizzazione del Mose, le barriere per difendere Venezia dalle acque alte eccezionali.
L'"urgenza", sancita dal gip di Venezia, che ha portato all'arresto è dettata dalla possibile reiterazione del reato. Nessun pericolo di fuga o occultamento delle prove hanno inciso sul provvedimento, ma il solo fatto che Milanese avrebbe potuto "reiterare il reato ai danni della pubblica amministrazione". 
Scaramuzza nel provvedimento ha anche emesso, a carico dell'indagato, un decreto di sequestro preventivo per 500mila euro. Ossia il corrispettivo della presunta dazione che il consigliere dell'allora ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, avrebbe ricevuto tra l'aprile e il giugno 2010. Il Consorzio Venezia Nuova, guidato ai tempi dal presidente Giovanni Mazzacurati, avrebbe pagato Milanese attraverso Roberto Meneguzzo, patron della vicentina Palladio finanziaria, per fare in modo che il Cipe snellisse le pratiche per finanziare la continuazione della realizzazione dell'opera.
La dazione sarebbe avvenuta a Milano e per questo gli atti relativi a Meneguzzo sono stati trasferiti dal Tribunale del Riesame di Venezia in Lombardia per competenza territoriale. La decisione dell'arresto di Milanese è dovuta ai recenti sviluppi dell'inchiesta che hanno fatto emergere "sussistenti motivi di urgenza a provvedere".

giovedì 22 settembre 2011

La camera dice no all'arresto di Milanese.Il governo tiene per sette voti

ROMA - La Camera ha detto no all'arresto del deputato pdl Marco MilaneseE' stata infatti accolta con 312 voti favorevoli e 305 contrari, la proposta contraria all'arresto formulata dalla giunta per le autorizzazioni a procedere. Il voto è avvenuto a scrutinio segreto. La maggioranza richiesta era di 309 in virtù dei 617 presenti e votanti.  I colleghi del Pdl hanno manifestato all'ex braccio destro di Tremonti la propria soddisfazione per il 'verdetto' dell'Aula con abbracci, strette di mano e pacche sulle spalle. Milanese, all'annuncio del presidente della Camera Gianfranco Fini, è rimasto seduto, accogliendo con flemma il pronunciamento dell'Aula.
Contro la richiesta di arresto, pur nel rispetto della libertà di voto di coscienza nello scrutinio segreto, si sono espressi in Giunta e nelle dichiarazione di voto i gruppi parlamentari di maggioranza Pdl, Lega e Responsabili (Popolo e Territorio). A favore, invece, quelli di opposizione: Pd, Idv, Udc, Fli, Api, Mpa. La richiesta di arresto era stata presentata alla Camera dalla Procura di Napoli che contesta a Milanese corruzione e favoreggiamento, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosidetta P4.

Durante l'esame della richiesta di arresto di Milanese, il deputato era in aula, seduto tra i banchi del Pdl, praticamente da solo. Accanto al deputato, che ieri si è autosospeso dal partito e dal gruppo, non c'era nessuno dei suoi colleghi. Oggi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sarà alla riunione del Fmi per Washington. Quindi, oltre a non partecipare al Cdm non era presente nemmeno alla camera per il voto sul suo braccio destro.