Visualizzazione post con etichetta Moodys. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Moodys. Mostra tutti i post

mercoledì 19 ottobre 2011

Anche Moody's declassa laSpagna


MADRID - Dopo Standard&Poor's e Fitch, anche Moody's declassa la Spagna. Un duro colpo per Madrid, a un mese dalle elezioni politiche e proprio mentre in Europa si tenta di trovare un accordo per arginare la gravissima crisi finanziaria e il rischio che da alcuni Paesi la febbre si diffonda su scala globale. Nonostante i tagli e le manovre 'lacrime e sangue' adottate dal governo Zapatero, lo stato di salute dei conti di Madrid continua a non convincere.
Per questo Moody's ha abbassato di due scalini il rating sulla solvibilità del debito sovrano spagnolo, portandolo da Aa2 ad A1. La decisione - spiega l'agenzia di valutazione - e' dovuta soprattutto all'alto livello di indebitamento del settore bancario del Paese iberico. Un livello tale che - spiegano gli analisti di Moody's - potrebbe portare ad un ulteriore declassamento se la crisi nell'eurozona dovesse peggiorare. Cosa che domenica prossima i leader europei riuniti a Bruxelles cercheranno di scongiurare, probabilmente mettendo sul tavolo un piano che prevede di quintuplicare la capacita' finanziaria effettiva del Fondo salva-Stati, portandola a oltre 2.000 miliardi di euro. Una mossa su cui Parigi e Berlino avrebbero trovato un accordo.

venerdì 7 ottobre 2011

Studenti in piazza in tutta Italia. A Milano tentano di dare l'assalto alla sede dell'agenzia di rating Moody's


ROMA - Comincia l'autunno caldo della scuola. Studenti in piazza in tutta Italia, con 90 cortei contro il degrado della scuola: lo ricorda l'Unione degli studenti in una nota, ribadendo i principali motivi della protesta. "Il 40 % delle scuole è privo di certificato di idoneità statica, il 47% dei giovani è precario - si afferma nel comunicato - il 29% dei giovani è disoccupato, il governo ha tagliato le risorse per le borse di studio del 94,75%. Inoltre - aggiunge la nota - "siamo in piazza per ribadire il nostro no ad una politica di continui tagli alla formazione, di riforme calate dall'alto. A tutto ciò fin dallo scorso anno abbiamo contrapposto non solo la forza dei nostri 'no', ma anche e soprattutto la forza delle nostre proposte". Proposte concrete, sottolineano, pubblicate integralmente sul blog www.altrariforma.it. 
 Gli studenti del Coordinamento dei collettivi hanno tentato di fare irruzione nella sede italiana dell'Agenzia di rating Moody's, in corso di Porta Romana a Milano. Secchiate di vernice e uova hanno imbrattato l'ingresso degli uffici, e prima anche alcuni istituti di credito, mentre alcuni ragazzi hanno provato a entrare, venendo però bloccati nell'atrio. L'agenzia, protagonista dell'ennesimo 'downgrading' del giudizio sull'Italia, è diventata l'obiettivo di uno dei due tronconi del corteo studentesco milanese che si era diviso in precedenza.
Davanti alla sede della Regione Lombardia ci sono stati attimi di tensione, quando uno dei due tronconi del corteo studentesco, arrivato sotto al Pirellone, ha tentato di forzare un cordone di carabinieri in tenuta antisommossa che voleva impedire loro di bloccare l'incrocio stradale. I militari hanno reagito con alcuni colpi di manganello per fare desistere i manifestanti che spingevano con alcuni 'scudi' di polistirolo indossando caschetti da cantiere. La situazione è poi ritornata alla normalità.

giovedì 6 ottobre 2011

Moody's scatenata: declassa Eni, Enel, Finmeccanica, banche e una trentina di enti locali che si trovano tutti al di sopra del rating nazionale

ROMA - Il giorno dopo aver declassato il debito sovrano dell'Italia, l'agenzia Moody's taglia il rating di Eni, Enel, Finmeccanica, Poste italiane e Terna. 

Tagliato il rating anche delle principali banche italiane, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Per quel che riguarda Unicredit, Moody's ha tagliato il rating sui depositi e il debito a lungo termine, portandolo da A3 ad A2. L'outlook e' negativo. 

Per quel che riguarda invece Intesa Sanpaolo, il rating passa da Aa3 ad A2, con prospettive negative. 

Moody’s ha poi deciso il declassamento di una trentina di enti locali: le province autonome di Trento e di Bolzano, alla Cassa del Trentino e alla Regione Lombardia, che si trovano tutti al di sopra del rating nazionale. Bolzano e Trento sono state declassate ad Aa3 con outlook negativo, dal precedente rating di Aaa. Scendono ad A2, lo stesso rating nazionale, le regioni Basilicata, Liguria, Marche, Umbria, che venivano da Aa3; le regioni Toscana e Veneto, che avevano Aa2; le province di Firenze, Milano e Torino, che avevano in precedenza Aa3, cosi' come le citta' di Milano e Venezia, mentre Siena scende sempre ad A2 da Aa2; sul rating nazionale di A2 si colloca anche Finlombarda che aveva in precedenza Aa2. 

Moody's ha poi abbassato di due punti i rating di un ulteriore gruppo di enti locali il cui livello di valutazione si colloca al di sotto di quello nazionale, una fascia in cui il quadro gia' deteriorato si e' vieppiu' appesantito con le decisioni del governo. Il gruppo comprende nove regioni una provincia e tre citta': Abruzzo scende a Baa1 da A2; Calabria a Baa2 da A3; Campania a Baa2 da A3; Lazio a Baa2 da A2; Molise a Baa1 da A2; Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia scendono tutte ad A3 dal precedente rating di A1, cosi' come la provincia di Rieti; la citta' di Civitavecchia scende a Baa1 da A2; Firenze ad A3 da Aa3 e infine Napoli a Baa3 da Baa1.

mercoledì 5 ottobre 2011

Anche Moody's declassa l'Italia: da Aa2 a A2 con l'aggravante di un outlook negativo. Sotto accusa le incertezze economiche e politiche


ROMA - Dopo Standard&Poor's il nuovo 'schiaffo' arriva da Moody's. Poco meno di 2 settimane dopo il taglio del rating sul debito italiano da parte di S&P, è la volta dunque di Moody's a declassare da Aa2 ad A2 il 'voto' sull'Italia. Con l'aggravante di un outlook, cioé una prospettiva futura, negativo. A pesare su una valutazione che vede Roma unica capitale del G7 così in basso, sono - spiega l'agenzia americana - "le incertezze economiche e politiche" che mettono a rischio il raggiungimento da parte del governo degli obiettivi di risanamento del bilancio.
"C'é una crescente incertezza per il governo nel raggiungere gli obiettivi di consolidamento di bilancio - spiega infatti Moody's - Più della metà delle misure di consolidamento sono basate sulla crescita delle entrate, i piani sono vulnerabili per l'elevato livello di incertezza intorno alla crescita economica in Italia e ovunque nella Ue. Inoltre - proseguono gli analisti della agenzia di rating - il consenso politico sui tagli aggiuntivi alla spesa può essere difficile da raggiungere. Ne consegue che il Governo potrebbe trovare difficile generare quell'avanzo primario necessario per ridurre sostanzialmente il trend del debito pubblico e degli interessi". L'economia italiana, inoltre, continua ad essere caratterizzata da "debolezze strutturali", ostacoli alla crescita "che non possono essere rimossi velocemente" e che rendono il Paese più "suscettibile" agli shock finanziari. Il "rischio di default" - osserva Moody's - "é remoto", ma "la vulnerabilità è aumentata".
Il downgrade dunque "riflette il peso di rischi crescenti" nonostante "alcuni aspetti positivi", tra cui "la mancanza di significativi squilibri nell'economia o di forti pressioni sui bilanci del settore finanziario privato e non privato, così come le azioni intraprese dal governo dopo l'estate". 
Immediata la reazione del Governo. "Andiamo avanti, si lavora sulle misure per la crescita e proprio oggi l'Europa ha approvato quello che stiamo facendo", ha commentato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Mentre una nota di palazzo Chigi ha fatto sapere che "la scelta di Moody's era attesa" e che "il Governo sta lavorando con il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio pubblico". Obiettivi "che sono stati oggi accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea".
E altrettanto immediato il commento del principale partito di opposizione, il Pd. "Il declassamento - dice infatti il segretario Pierluigi Bersani - è una mazzata. L'Italia è meglio di quel rating, ma se non c'é un cambiamento la sfiducia rischia di tirarci a fondo". Gli occhi ora sono tutti puntati sull'apertura dei mercati. Mercati che, non riuscendo a intravedere una soluzione alla crisi della Grecia e con il settore finanziario particolarmente sotto pressione, in questi giorni stanno segnando performance particolarmente pesanti. L'attesa, il timore, si chiama effetto-Italia.