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giovedì 28 febbraio 2013

Riecco Woodcock: Berlusconi indagato a Napoli per corruzione, soldi al senatore De Gregorio


NAPOLI  - Silvio Berlusconi è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti. A quanto si è appreso, l'indagine riguarda l'erogazione di somme di denaro, quantificate in tre milioni di euro, al senatore Sergio De Gregorio in relazione al suo passaggio al Pdl.
L'inchiesta su Silvio Berlusconi, indagato per corruzione a Napoli, è condotta da un pool di magistrati di due sezioni della Procura del capoluogo campano, quella sui reati contro la pubblica amministrazione e la Direzione distrettuale antimafia.
Sulla vicenda indagano i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, titolari dell'inchiesta che nello scorso anno portò al coinvolgimento del senatore De Gregorio, nonché i pm della Dda Francesco Curcio, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio. In mattinata sono stati notificati avvisi agli indagati.
Dopo L'esposto di una cittadina sulla lettera con cui Silvio Berlusconi prometteva la restituzione dell'Imu in caso di vittoria, cui e' seguito un secondo esposto, anche la procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo nel registro generale delle notizie di reato (il modello 21) iscrivendo come indagato l'ex premier Berlusconi. Lo scrive il Resto del Carlino. Il reato ipotizzato sarebbe la violazione dell'articolo 96 del testo unico delle leggi elettorali cioe' il voto di scambio.

mercoledì 21 settembre 2011

Il pm Woodcock e gli altri non si arrendono: presentata richiesta di revoca dell’ordinanza del gip che ha spostato la competenza territoriale della presunta estorsione a Berlusconi a Roma

Il pm di Napoli Hanry John Woodcock
NAPOLI - E' stata rinviata a venerdì 23 settembre l'udienza davanti al Tribunale del Riesame di Napoli, chiamato a decidere sulle richieste di revoca o attenuazione delle misure cautelari nei confronti di Gianpaolo Tarantini e di Valter Lavitola. A quanto si apprende da fonti della Procura, i pm hanno espresso parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per l'imprenditore pugliese.
I pm Henry John Woodcock, Vincenzo Piscitelli e Francesco Curcio che indagano sulla presunta estorsione ai danni del presidente del Consiglio, in una delle 10 pagine di istanza presentata al gip Primavera sulla competenza territoriale scrivono che "quanto alla cosiddetta memoria scritta presentata da Silvio Berlusconi, va in primo osservato che pare fortemente dubitabile che la stessa possa, in linea di principio, costituire fonte di prova e comunque elemento probatoriamente apprezzabile".
"Se infatti anche la persona offesa al pari delle altre parti del processo-procedimento può certamente presentare 'memorie' in regime giuridico della stessa - proseguono i pm - non può essere diverso da quello riservato alle memorie provenienti dalle altre parti".
Secondo i pm, la memoria presentata dai legali di Berlusconi "appare ampiamente lacunosa e comunque nel complesso decisamente inattendibile: per esempio, l'onorevole Berlusconi sembra ricordare perfettamente che tutte le somme destinate a Tarantini siano state erogate e consegnate in Roma ma 'stranamente' non ricorda né l'importo complessivo delle dazioni stesse né gli importi delle singole tranche erogati, né menziona poi tutte le altre utilità da lui stesso destinate sempre al Tarantini sicuramente apprezzabili e rilevanti ai fini dell'estorsione e della determinazione del tempus e del locus delicti".
Scrivono ancora i pm che conducono l'inchiesta sulla presunta estorsione a Berlusconi che "tale memoria appare in ogni sua parte generica ed imprecisa tranne che sull'aspetto riguardante il luogo in cui i pagamenti sono avvenuti. La inattendibilità e ricercata lacunosità della stessa emerge dalla stessa volontà della parte offesa Silvio Berlusconi di sottrarsi alla doverosa escussione testimoniale". "Tale condotta induce a ritenere che la sua ricostruzione dei fatti non sia né completa né documentata, né certamente attendibile e anzi appare deliberatamente creata in modo funzionale a procrastinare il momento del chiarimento dei fatti anche attraverso lo spostamento del processo ad altra sede".

sabato 3 settembre 2011

L'estorsione a Silvio Berlusconi:interrogata per due ore la segretaria Marinella Brambilla

NAPOLI - Marinella Brambilla, segretaria del premier Silvio Berlusconi, ha lasciato intorno alle 19 gli uffici al quinto piano della Procura a Napoli. La donna e' stata ascoltata dai pm Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli come persona informata dei fatti per circa due ore nell'ambito dell'inchiesta sull'estorsione a Berlusconi che ha visto l'arresto dei coniugi Giampaolo Tarantini e Angela Devenuto, mentre l'editore dell'"Avanti!", terzo destinatario della misura cautelare emessa dal gip Amelia Primavera, e' ancora all'estero. Al centro delle domande degli inquirenti, cosa la donna abbia consegnato ripetutamente a un uomo di fiducia di Lavitola, parlando di 'foto e stampe di fotografie' nelle conversazioni telefoniche con l'editore intercettate sull'utenza panamense di cui Lavitola si serve.
Era al corrente del ricatto che Berlusconi subiva? A che scopo e' venuta incontro alle sue richieste? Questi presumibilmente gli interrogativi posti dai magistrati.

giovedì 1 settembre 2011

Arrestato Giampaolo Tarantini per estorsione a Berlusconi nella vicenda delle escort. Il presidente del Consiglio: "Ho solo aiutato una persona in difficoltà"


NAPOLI - La Digos della Questura di Napoli, in collaborazione con quella di Roma, ha arrestato Giampaolo Tarantini, di 34 anni, e la moglie, Angela Devenuto, di 34, per il reato di estorsione ai danni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L'arresto è stato eseguito in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli, Primavera.
L'inchiesta che ha portato all'arresto di Tarantini - l'imprenditore barese che nel 2008 aveva portato Patrizia D'Addario a palazzo Grazioli - era stata al centro di una anticipazione, il 24 agosto scorso, del settimanale Panorama. Secondo quanto riportato dal settimanale, la procura avrebbe iscritto nel registro degli indagati più persone: tra loro Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano online Avanti!.
L'inchiesta è condotta dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. Secondo Panorama, l'estorsione ai danni del Cavaliere sarebbe consistita in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e in altre somme versate ogni mese. Il presidente del Consiglio ha negato di essere vittima di un'estorsione e a Panorama ha dichiarato: "Ho aiutato una persona (cioé Tarantini, ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio". L'ipotesi della procura di Napoli, secondo la ricostruzione di Panorama, è che Tarantini abbia ricevuto il compenso per continuare a dichiarare, nel processo barese in cui è indagato, che Berlusconi non sapeva di ospitare alle sue feste escort prezzolate dallo stesso imprenditore pugliese.
Secondo l'accusa, il mezzo milione sarebbe dovuto servire, soprattutto, a convincere Tarantini a scegliere ola strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe l'unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier. Gli inquirenti sospettano inoltre l'esistenza di un raggiro di Lavitola ai danni di Tarantini, con il primo che avrebbe trattenuto 400 dei 500 mila euro destinati al secondo.