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giovedì 3 aprile 2014

2013, crollati i prezzi delle abitazioni (-5,6%)



ROMA - Il 2013 segna un crollo nei prezzi delle abitazioni, scesi del 5,6% rispetto al 2012, quando il ribasso era stato del 2,8%. La diminuzione è quindi il doppio più intensa. Lo rileva l'Istat, ricordando la crisi del 'mattone', ovvero che il calo ''si è manifestato in presenza una flessione del 9,2%'' nelle compravendite.
Il ribasso dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie (-5,6%) risente soprattutto del forte calo (-7,1%) registrato per le 'vecchie' case, definite dall'Istat come già 'esistenti', o meglio non più di 'prima mano'. Ma a scendere stavolta sono anche le quotazioni delle nuove costruzioni, appena messe sul mercato e fresche di vernice, in diminuzione del 2,4% (+2,2% nel 2012). 
Negli ultimi tre mesi del 2013 l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è diminuito dell'1,3% sul trimestre precedente e del 4,8% nel confronto annuo. Lo rileva l'Istat, sulla base delle stime preliminari. ''Questo dato conferma una tendenza al calo congiunturale e tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto ormai da due anni'', spiega l'Istituto. Tuttavia rispetto al terzo trimestre del 2013, l'ultima parte dell'anno mostra un rallentamento della caduta, visto che in termini tendenziali tra luglio e settembre del 2013 la flessione era stata del (5,6%). Anche l'Istat parla, infatti, di ''calo tendenziale più contenuto''.

venerdì 10 gennaio 2014

Prezzi delle case sempre più giù: -5,3% su base annua

ROMA - Non si arresta la flessione dei prezzi nel mercato immobiliare. Nel terzo trimestre 2013, il costo delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, ha registrato un calo dell'1,2% rispetto al trimestre precedente e del 5,3% su base annua. Lo rileva l'Istat dall'analisi delle stime preliminari.
I dati del terzo trimestre 2013 - La flessione congiunturale registrata nel terzo trimestre è l'ottava consecutiva ed è di ampiezza doppia rispetto a quella rilevata tra aprile e giugno: -1,2% rispetto a -0,6%. Se per le case nuove il calo si attesta a -0,5%, la diminuzione del prezzo delle abitazioni esistenti registra il -1,3%.
La flessione su base annua - Su base annua si tratta invece della settima diminuzione dei prezzi consecutiva ma il valore è più contenuto di quello registrato nel trimestre precedente: -5,3% contro -5,9%. Giù del 6,8% il costo delle abitazioni esistenti, del 2% di quelle di nuova realizzazione.
Istat: "Complici fattori stagionali" - Secondo l'Istat, che ha rilevato il calo dei prezzi sulla base delle stime preliminari, "l'andamento va ascritto, in parte, a fattori stagionali".

domenica 2 settembre 2012

Case: i prezzi sono scesi del 10%, ma restano troppo alti


ROMA - In Italia i prezzi delle case sono ancora troppo alti rispetto al reddito disponibile procapite. Lo dice il Centro studi di Confindustria, spiegando che i prezzi sono scesi, dal 2008 a inizio 2012, di oltre il 10%, ma il rapporto tra prezzi e reddito disponibile è rimasto nettamente superiore (+9,2% nel I trimestre 2012) rispetto alla media di lungo periodo. Per tornare sui valori di lungo periodo entro il 2013 dovrebbero ancora scendere del 7% ma 'l'aggiustamento potrebbe essere più prolungato e più profondo'. 

Uno scenario reso più probabile, secondo il centro studi di viale dell'Astronomia, dalla persistenza della crisi che obbliga le famiglie a rivedere i piani di spesa e sta imprimendo un'accelerazione alla caduta dei prezzi. Il quadro congiunturale del mercato immobiliare italiano è infatti ''in rapido peggioramento'', evidenzia il Csc, ricordando che nel primo trimestre di quest'anno le compravendite sono crollate del 19,6% mentre si allungano i tempi di vendita (8,2 mesi, uno in più di un anno fa). La domanda e' compressa dalla caduta del reddito disponibile e dal credit crunch e coerentemente peggiorano i giudizi sulle variazioni dei prezzi: ''tali dati sono peggiori di quelli registrati nel 2008-2009, biennio nel quale la diminuzione dei prezzi nominali è stata del 6,1% complessivo''. 

Negli altri paesi, osserva il Csc, ''le bolle immobiliari sono ormai quasi ovunque scoppiate e i prezzi delle case sono scesi e continuano a scendere rapidamente, soprattutto in termini reali. Solo negli Stati Uniti ci sono chiari segnali di stabilizzazione''. Oltre che in Italia, anche in altri paesi dell'Eurozona l'aggiustamento dei prezzi delle abitazioni e' molto lontano dall'essersi concluso: sono elevati in rapporto al reddito disponibile, in Spagna (25,4% sopra la media di lungo periodo) e soprattutto nei Paesi Bassi (+36,6%) e in Francia (+34,3%).

lunedì 30 gennaio 2012

Moody's: "Il decreto salva-Italia ridurrà il reddito delle famiglie". Sale la disoccupazione, cala l'economia


ROMA - "Il decreto salva-Italia ridurrà il reddito disponibile delle famiglie". E' quanto prevede Moody's in un rapporto. Per l'agenzia di rating, inoltre, l'economia italiana registrerà quest'anno un calo dell'1% dopo essere cresciuta dello 0,6% nel 2011. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dall'8,2% a una media dell'8,8%, si legge ancora nel dossier.
Nel rapporto dell'agenzia il decreto salva-Italia "ridurrà il reddito disponibile delle famiglie attraverso un taglio dei trasferimenti e un aumento delle tasse".

I pagamenti si faranno di conseguenza "più difficili" e aumenteranno le insolvenze. Secondo l'agenzia, "i prezzi delle case soffriranno a causa delle alte tasse sulla proprietà".