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giovedì 19 giugno 2014

Annamaria Franzoni può essere “risocializzata”

Annamaria Franzoni
BOLOGNA - Annamaria Franzoni può essere "risocializzata". E' quanto emergerebbe dall'integrazione della perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Sorveglianza di Bologna. Lo studio avrebbe approfondito i possibili rischi di recidiva e avrebbe detto che gli elementi di pericolosità sociale della mamma del piccolo Samuele possono essere contenuti attraverso un percorso con i servizi sociali.
La perizia del prof. Augusto Balloni sarà discussa martedì davanti alla Sorveglianza di Bologna (presidente Francesco Maisto), che deve decidere sull'istanza di detenzione domiciliare della donna, condannata a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele, di scontare la pena a casa per assistere il figlio più piccolo. 

Nello studio si evidenzierebbe un buon rapporto della Franzoni con i servizi e si indicherebbero strutture e modalità per la rieducazione e la risocializzazione tra cui anche una terapia di sostegno.

giovedì 12 dicembre 2013

Nuova perizia psichiatrica sulla Franzoni, per decidere sugli arresti domiciliari

BOLOGNA - E' stata disposta una nuova perizia psichiatrica su Annamaria Franzoni per valutare il pericolo di recidiva. A deciderlo è stato il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che ha così rinviato la decisione sulla richiesta di detenzione domiciliare avanzata dalla difesa della donna, che si trova in carcere per l'omicidio del figlio Samuele. Una nuova udienza è stata fissata a gennaio.
“Ormai non mi stupisce nulla nella vicenda umana di questa donna. Affronteremo anche questo nuovo approfondimento con serenità". Così l'avvocato Paola Savio, che assiste Annamaria Franzoni, ha risposto a chi le ha chiesto se fosse stupita per la decisione. "Il tribunale - ha aggiunto l'avvocato, che ha spiegato di non essere ancora stata informata a riguardo - ha il diritto di approfondire qualunque aspetto, per una decisione serena".

Nel corso della vicenda processuale che la riguarda, Annamaria Franzoni è già stata più volte oggetto di perizie psichiatriche, l'ultima nel 2008. All'esito del processo di secondo grado, la Corte di Assise di appello, nel condannare Franzoni a 16 anni, riconobbe alla donna le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti e quindi un forte sconto di pena perché ritenuta sofferente di un disturbo psicologico che le provocava forti crisi ansiose. Nel corso del processo, i quattro esperti nominati dai giudici per una perizia alla quale Franzoni non collaborò, parlarono di ''vizio parziale di mente'' dettato da uno ''stato crepuscolare orientato''. Anche se la Corte non concordò: ''La diagnosi - è scritto nella sentenza - non concorda con varie e rilevanti componenti della condotta tenuta dall'imputata fin dai momenti immediatamente successivi all'esecuzione del delitto". L'opinione della Corte era che Annamaria patisse un ''conflitto interiore'' con ''radice in ambito familiare'', il cui ''polo nascosto'' era determinato in ''una forte preoccupazione per Samuele". Franzoni si trova nel carcere della Dozza di Bologna dal 21 maggio 2008. Da un paio di mesi e' stata ammessa al lavoro esterno e ha usufruito di un permesso per tornare a casa alcuni giorni.

lunedì 31 dicembre 2012

New York: l’assassina del metro sghignazza in tribunale. Perizia psichiatrica

Erika Menendez arriva ridendo in tribunale

NEW YORK - La donna che ha spinto un uomo giù dalla piattaforma davanti a un treno della metropolitana, uccidendolo,  ha detto alla polizia che lo ha fatto perché ha accusato i musulmani per gli attacchi dell'11 settembre, e perché "ho pensato che sarebbe stato bello", hanno detto i procuratori in udienza.
Erika Menendez è stata accusata di omicidio con l’aggravante dell’odio razziale   dopo che lei aveva confessato alla polizia di aver spontaneamente spinto l’uomo di origine indiana Sunando Sen giù dalla piattaforma.
Durante l’udienza di contestazione dei reati in tribunale la Menendez ha continuato a ridere forte e a sghignazzare, tanto  che il giudice penale Queens Gia Morris ha chiesto al suo avvocato di farla smettere.
L’avvocato Dietrich Epperson ha risposto che il  comportamento della Menendez in tribunale non era diverso da come era stato con lui quando le aveva parlato in privato: una sorta di atteggiamento squilibrato che prescindeva dalla situazione in cui si trovava. Alla Menendez non è stata concessa alcuna possibilità di cauzione e il giudice ha ordinato che sia sottoposta a esame di salute mentale. La sua comparizione in tribunale è prevista per il prossimo 14 gennaio.