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lunedì 26 agosto 2013

La fidanzata posta una foto lei-lui su Facebook: preso a Palinuro boss camorristico

Michele Di Nardo
PALINURO - “Finalmente in ferie, se me le rovinano li divoro”, scrive un’attraente moretta sulla propria pagina Facebook, con immancabile foto di rito al fianco del suo ragazzo. Peccato che davanti al pc ci fossero anche gli uomini dell’Arma – per lavoro, non si pensi male – e che il fidanzato in questione non fosse una persona qualunque, ma il boss del clan camorristico dei Mallardo. Tra parentesi, latitante da più di un anno e con mandato d’arresto europeo.
Inutili tutte le precauzioni usate da Michele Di Nardo: niente telefoni personali, niente carte di credito, spostamenti ridotti al minimo e identità false. L'ultima l'aveva creata per affittare una villetta a Palinuro, nel cuore del Cilento, e trascorrere qualche giorno di relax con la 26enne, che a differenza di lui era un'accanita frequentatrice di Facebook: non proprio il regno della discrezione, come dimostra l'epilogo della vacanza.
Da tempo le forze dell’ordine seguivano le mosse della ragazza: sms, chiamate e quei post pubblicati sul social network, messaggi d’amore non troppo velati con tanto di riferimenti a luoghi ben precisi. Indizi colti dai Carabinieri, che alla vista delle foto si sono puntualmente presentati all’aperitivo nella piazzetta di Palinuro: arresto immediato per lui, denuncia con l’accusa di favoreggiamento per lei. E ferie irrimediabilmente rovinate sotto il solo dell'ultima domenica di agosto. “Senza t-shirt sono ancora meglio”, suggerisce la sua maliziosa maglietta. Col senno di poi l'unica cosa che Di Nardo si pentirà di non averle tolto è il cellulare.

L'arresto di Di Nardo è un colpo molto duro per il clan Mallardo, già colpito dalla cattura di Patrizio Picardi, ritenuto la mente economica della cosca, il mese scorso. Entrambi erano figure in grado di tenere le redini del clan, in una fase in cui il rischio destabilizzazione è considerato alto dagli investigatori. Secondo la Dda di Napoli, sono due le fazioni interne a contendersi la leadership: l'area del Sulicione e quella di San Nicola. Il clan Mallardo gestisce un volume d'affari enorme, nell'hinterland a nord di Napoli, ed è pressoché incontrastato. Anche i Casalesi hanno sempre dovuto scenderci a patti. Ma è diviso, e le indagini ne hanno decapitato i vertici: da Giuseppe e Francesco Mallardo, a Feliciano Mallardo, a Dell'Aquila fino a  Francesco Napolitano, tutti spediti in cella. Con i capi fuori gioco, bisognava preservare il potere del clan, la cui forza è chiara dai tempi della Nuova Famiglia, nella guerra ai cutoliani degli anni '80, e si è consolidata negli anni '90, nell'esperienza dell'Alleanza di Secondigliano, la federazione criminale con le cosche Licciardi, Bocchetti e Contini. Adesso, si apre una stagione densa di interrogativi.

domenica 11 agosto 2013

Avvocato annega a Palinuro tentando di salvare alcuni bagnanti in difficoltà

La spiaggia di Saline a Palinuro
PALINURO - A Palinuro, sulla costa cilentana, in uomo di 45 anni, Giuseppe Paladino, residente a Sala Consilina (Salerno), da alcuni giorni in vacanza nel centro balneare del salernitano è morto annegato in località Saline. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto l'uomo si è tuffato in mare nel tentativo di aiutare alcuni bagnanti in difficoltà per le cattive condizioni del mare, poi riusciti a rientrare sulla battigia. L'uomo, invece, è stato travolto da alcune onde e dalla violenta corrente marina.

Sconcerto a Sala Consilina appena si è diffusa la notizia. L'avvocato Paladino era molto conosciuto in tutto il Vallo di Diano per essere uno fra i più stimati avvocati del foro di Sala Consilina. Lascia la moglie, incinta, e un bimbo piccolo.

domenica 1 luglio 2012

Palinuro: altri 4 sub sono scampati alla trappola mortale della "Grotta del Sangue"


La posizione della "Grotta del Sangue" a Capo Palinuro

PALINURO - Erano in otto i sub che si sono immersi nella "Grotta del sangue" dove ieri sono rimasti intrappolati in quattro e sono tutti i morti. Quattro quelli che sono riusciti a guadagnare l'uscita: tra questi anche Roberto Navarro, titolare del diving center che ha organizzato l'escursione e che si trova tuttora ricoverato in osservazione all'ospedale di Vallo della Lucania. L'uomo dopo essere riemerso si era accorto della mancanza di quattro degli otto sub ed era quindi tornato nella grotta. Riemerso e risalito a bordo da solo, è stato poi colto da un malore.
L'oscurità o il cedimento strutturale di una parete della grotta: sono queste alcune dell ipotesi prese in considerazione per spiegare la tragediao. Il buio potrebbe aver determinato la perdita di contatto tra gli otto componenti del gruppo: quattro sarebbero riusciti a guadagnare l'uscita della grotta, gli altri sarebbero rimasti intrappolati. Viene valutata anche l'ipotesi del cedimento di una parete di un cunicolo della grotta: i sub sarebbero rimasti imprigionati tra le rocce crollate all'improvviso nel cunicolo che collega l'interno della grotta alla sua uscita. 
Però l’ipotesi più probabile è quella del fango sollevatosi all'interno della grotta che ha fatto perdere l'orientamento. La convinzione emerge da quanto raccontato da alcuni dei quattro sopravvissuti alla tragedia. Probabilmente, i quattro hanno percepito in tempo la situazione di pericolo perdendo però di vista gli altri quattro finiti poi incastrati nella grotta.

sabato 30 giugno 2012

Capo Palinuro: muoiono 4 sub intrappolati in una grotta.

Un altro sub morto a Capri e uno disperso in mare nel nord della Sardegna
La Grotta del Sangue di Palinuro

Panaghiotis Telios (facebook)
PALINURO (Salerno) - E' stato recuperato il cadavere di uno dei quattro sub rimasti intrappolati nella ''Grotta del Sangue'' a Palinuro (Salerno): si chiamava Andrea Petroni, aveva 41 anni.   Gli altri sub rimasti bloccati nella grotta erano Susy Covaccini, di 36 anni, salernitana,  il 41enne Douglas Rizzo, romano, e Panaghiotis Telios, di 23 anni, di origine greca, residente a Reggio Calabria. Nel tardo pomeriggio è stato recuperato un secondo cadavere. quello di Douglas Rizzo. Alle 19, infine, sono stati raggiunti e portati a Riva i corpi di Susy Covaccini e di Panaghiotis Telios.
I quattro, compreso un istruttore, si erano immersi all'interno della grotta questa mattina. Le ricerche sono scattate poco dopo mezzogiorno in seguito all'allarme lanciato da altri escursionisti preoccupati dal ritardo dei quattro.
Per tutta la giornata erano proseguite senza sosta le ricerche degli altri tre escursionisti rimasti intrappolati nel ventre della grotta,  mentreil corpo del 41enne romano era stato portato  su una banchina del porto di Palinuro. Ad attenderlo, tra scene di disperazione, il padre e la madre, giunti sul posto non appena avevano saputo che tra i quattro dispersi c'era anche il figlio. 
Un sub impegnato nelle ricerche
Col passare delle ore si sono fatti più chiari i contorni della dinamica dell'incidente. E' possibile, infatti, che i quattro siano rimasti bloccati all'interno di un cunicolo della grotta a causa del fango sollevatosi durante il loro passaggio. L'acqua, diventata improvvisamente torbida, avrebbe contribuito a far perdere l'orientamento dei sub che non avrebbero più trovato la via d'uscita. 
E' tuttora ricoverato in osservazione all'ospedale di Vallo della Lucania il titolare del diving center che aveva organizzato l'escursione. Roberto Navarra si era immerso nella grotta preoccupato per il ritardo dei quattro nella fase di risalita. Riemerso e risalito a bordo da solo, è stato colto da un malore. 
La 'Grotta del Sangue', chiamata così per il colore rosso delle sue pareti a causa della presenza di un batterio, sorge a poca distanza dalla più famosa 'Grotta azzurra', nei pressi di Capo Palinuro. 


Un altro sub morto a Capri 
Incidente mortale nel mare di Capri, al largo della Punta di Tiberio. Un uomo di 70 anni, residente a Napoli, durante un'immersione subacquea guidata di una società di diving di Baia, è stato colto da un malore, e nonostante i disperati tentativi per salvarlo è morto nel corso della sua risalita. L'istruttore 55enne è stato portato al pronto soccorso della città campana dove si trova in osservazione.

Disperso un sub 27enne a Sassari
Da stamani risulta disperso un sub nel Nord della Sardegna: Francesco Leone, 27 anni, carrozziere sassarese, si era immerso alle 6.30 nella zona di Stintino, ma non è più tornato in superficie. L'immersione era stata programmata con un amico che, dopo aver perso di vista il 27enne, è tornato a riva e ha dato l'allarme. Le ricerche sono tuttora in corso.