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venerdì 21 dicembre 2012

Mario Monti si è dimesso


ROMA - Mario Monti si è dimesso. Alle 19.30 è uscito dal Quirinale. Aveva lasciato   palazzo Chigi al termine dell’ultimo consiglio dei ministri mezz’ora prima per salire al Colle per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio nelle mani di Giorgio Napolitano.
Domani mattina Napolitano avvierà un rapido giro di consultazioni con i gruppi politici prima di sciogliere le Camere.

lunedì 10 dicembre 2012

Monti: Sono convinto di aver fatto la cosa giusta. E inevitabile


ROMA - "Sono convinto di aver fatto la cosa giusta e in ogni caso non potevo farne a meno, dopo quel che è successo. Ma sono preoccupato naturalmente non per me ma per quel che vedo". E' la spiegazione delle ragioni delle sue dimissioni che il premier Mario Monti ha dato a chi lo ha chiamato per un saluto, come riferisce Repubblica in un resoconto firmato dal direttore, Ezio Mauro. Il premier sottolinea di non sapere proprio quale sarà il suo futuro al termine dell'esperienza del governo tecnico: "Se dovessi candidamente dire il mio sentimento oggi, direi che sono molto preoccupato. E non mi riferisco soltanto a quella parte politica da cui è venuto questo epilogo con le mie dimissioni. La mia preoccupazione è più generale".
Una decisione, quella di rassegnare le dimissioni dopo l'ok alla legge di stabilità, maturata "proprio durante il volo da Cannes a Roma", ricordando anche "cosa aveva rappresentato per l'Italia Cannes lo scorso anno, con quel G8 all'inizio di novembre in cui il nostro governo fu messo alle strette". La sua scelta, comunque, sottolinea il premier, "non ha avuto bisogno di un confronto politico. Non è vero che mi sono confrontato con gli onorevoli Bersani e Casini prima di andare al Quirinale. Non ne avevo il tempo e in qualche modo potrei dire che non ne ho avvertito la necessità. Nel senso che mi era ben chiaro cosa dovevo fare. Ecco perché non ne ho parlato nemmeno con esponenti del governo. Ho voluto confrontarmi solo con il Capo dello Stato. Poi a cose fatte ho chiamato Bersani e Casini. E dopo anche l'onorevole Alfano".
L'annuncio nel giorno di festa è arrivato per dare "a mercati chiusi, ventiquattro, trentasei ore di tempo per riassorbire un 'colpo', nella speranza naturalmente che il colpo non ci sia". E determinante non è stato tanto il timore di un 'Vietnam parlamentare' dopo la dichiarazione di Alfano, ("interpretata veramente come un attestato di sfiducia anche se non espressa in modo formale", non necessario perché "le cose sono chiare"). Il fatto "decisivo - spiega il premier - è un altro: io non sento più intorno a me una maggioranza che, sia pure con riserve e magari a malincuore, sia capace di sostenere con convinzione la linea politica e di programma su cui avevamo concordato". E "non potevo fare altrimenti. Non sarebbe stato giusto e nemmeno possibile".

domenica 9 dicembre 2012

Napolitano: vedremo domani la reazione dei mercati alle dimissioni di Monti


ROMA - Giorgio Napolitano rimanda alla cerimonia per i saluti con le alte cariche dello Stato la prossima settimana le valutazioni sulla crisi apertasi ieri. Intanto, il presidente della Repubblica, risponde così ai giornalisti che gli chiedono quale sarà, invece, già domani, la reazione dei mercati: "Vedremo cosa faranno...". Pochissime battute con i cronisti, al termine del concerto per il Natale al Quirinale.
Solo per dire, a chi gli chiede se sia preoccupato della situazione: "Parlerò tra otto giorni, in occasione della cerimonia di saluti con le alte cariche dello Stato e lì farò le mie valutazioni".
"Facciamo tutto quello che dobbiamo fare fino all'ultimo giorno", ha aggiunto il capo dello Stato, conversando con un ospite durante il rinfresco seguito al concerto al Quirinale.