Visualizzazione post con etichetta arrestato aggressore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arrestato aggressore. Mostra tutti i post

lunedì 19 dicembre 2011

New York: arrestato l'uomo che ha dato fuoco a una donna nell'ascensore di casa. Ha ucciso per un credito di 2000 doilari


L'assassino subito dopo l'arresto (ny post)

NEW YORK - Un uomo è stato arrestato per l'omicidio di una donna alla quale aveva dato fuoco   in un ascensore nel suo condominio a Brooklyn al 203 di Underhill Avenue..
Jerome Isaac, 47 anni,  è stato arrestato con l'accusa di omicidio e incendio doloso: ha ucciso Deloris Gillespie, 73 anni, che conosceva. Lui stesso era entrato in un distretto di polizia durante la notte e aveva riferito alle autorità quello che aveva fatto, ha riferito il portavoce del New York Police Department Paul Browne. E' traspelato che l’aggressore ha asserito che la Gillespie gli doveva 2000 dollari per  lavori che aveva fatto per lei e che si era "molto arrabbiato" perché non lo pagava. La donna lo accusava di aver compiuto dei piccoli furti nella sua casa.
Alla Gillespie era stato teso un vero e proprio agguato nell'ascensore del suo palazzo nel pomeriggio di sabato: Isaac aveva  cosparso la signora con un liquido infiammabile e le aveva dato fuoco con una molotov. L’aveva sorpresa quando  si erano aperte le porte dell'ascensore  al quinto piano del suo palazzo a Prospect Heights: lei stava tornando dall’avere fatto la spesa..
L'attacco è avvenuto poco dopo 4 del pomeriggio, è durato circa un minuto ed è stato registrato da due telecamere, di cui una all'interno del piccolo ascensore. La polizia aveva rilasciato le immagini nelle quali si vedeva l’aggressore con una giacca nera,  guanti chirurgici e  una maschera antipolvere bianca sulla testa come un paio di occhiali da sole. Aveva in mano quello che sembrava essere una bomboletta con un beccuccio e aveva cominciato a spruzzare come entrando nell’ ascensore.
Un teste aveva detto che l'uomo della foto  dalla polizia sembrava uno  che aveva vissuto con la Gillespie per circa 6 mesi o giù di lì verso la fine del 2010.
Gillespie, che aveva i sacchetti della spesa in braccio, si era girata di circa 180 gradi e poi si era accovacciata in terrai per proteggersi,. Ma l'uomo ha continuato a spruzzare il liquido metodicamente sopra la sua testa e sul suo corpo. Poi ha innescato la molotov, appicando l’incendio e fuggendo subito dopo. Per andare alla polizia.

sabato 17 dicembre 2011

Arrestato il presunto responsabile dell'agguato alla Curia di Firenze: è un uomo di 75 anni, pluripregiudicato, ex rapinatore


L'identikit dell'aggressore

FIRENZE - E' arrivata nella notte la svolta nelle indagini sull'agguato del 4 novembre scorso all'arcivescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, e al suo segretario, don Paolo Brogi, ferito da un colpo di pistola all'addome. Elso Baschini, 73 anni, originario di Udine, ma residente a Firenze, e' stato fermato con l'accusa di essere il presunto aggressore. 
Ancora sconosciuti i motivi che lo avrebbero spinto ad aggredire Betori nell'androne della curia fiorentina. Il fermo è arrivato alle 3 di notte, dopo un lunghissimo interrogatorio iniziato ieri, intorno alle 14, negli uffici della questura fiorentina. A Baschini, pluripregiudicato, ex rapinatore, residente nel quartiere dell'Isolotto, gli uomini della squadra mobile e della digos sono arrivati nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi e dal pm Giuseppina Mione, titolare dell'inchiesta. A niente sarebbe servito il suo tentativo di cambiare aspetto dopo l'agguato: si sarebbe anche tinto i capelli per evitare di essere collegato all'identikit ricostruito dalla polizia scientifica grazie alle testimonianze dell'arcivescovo e di don Paolo, e diffuso dagli inquirenti. Nella tarda mattinata di ieri in questura era stato portato un amico di Baschini, sentito a lungo come testimone dagli inquirenti. Questi ultimi, intorno alle 14, sono andati a prendere il presunto aggressore, perquisendo la sua abitazione. Verso le 18.30 e' giunta in questura anche la dottoressa Mione, che ha partecipato all'interrogatorio.
Quando alle 23,45 e' arrivato il procuratore Quattrocchi, giornalisti e fotografi che stazionavano davanti al cancello hanno capito che la svolta era vicina. Intorno alle 3 di notte, il fermo.