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domenica 12 maggio 2013

Passeggiata spaziale degli astronauti dell’ISS per una perdita d’ammoniaca, che non c’era



PASADENA - Missione compiuta per la passeggiata spaziale fuori programma affrontata dagli astronauti americani Thomas Marshburn e Christopher Cassidy. E' stato risolto il problema della perdita di ammoniaca, verificatasi da una delle pompe dei sistemi di controllo termico di uno dei canali di alimentazione elettrica della Stazione Spaziale. Tuttavia, restano da capire le cause del guasto. Indossate le tute pressurizzate e preparati gli strumenti, gli astronauti sono usciti dalla Stazione Spaziale a caccia della causa della perdita di ammoniaca. Marshburn e Cassidy, entrambi veterani con quattro passeggiate spaziali a testa nella loro carriera, hanno raggiunto il sistema nel quale ieri era stata notata la fuoriuscita di ammoniaca. Il sistema si trova lontano dai moduli nei quali risiede l'equipaggio: è all'estremità di uno dei tralicci ai quali sono ancorati i pannelli solari della stazione orbitale.
Dopo la prima ora e mezza di lavoro, una grande perplessità: della perdita non c'era traccia, né c'erano formazioni di ghiaccio che avrebbero potuto fornire indizi preziosi per localizzare il guasto. L'unica cosa da fare, a questo punto, era sostituire la pompa del sistema di controllo termico, nella speranza di risolvere il problema in questo modo. La perdita di ammoniaca è stata rilevata ieri in uno dei quattro sistemi utilizzati per mantenere costante la temperatura dell'elettronica e delle batterie alimentate dai pannelli solari. Restavano quindi in funzione ancora tre apparecchiature identiche, come accade in tutte le strutture della Stazione Spaziale, nella quale la ridondanza è d'obbligo.
L'ammoniaca è usata per raffreddare i quattro canali della centrale che fornisce l'energia elettrica ai sistemi della Iss e ciascun pannello solare ha un suo circuito di raffreddamento indipendente. Il guasto non avrebbe comunque compromesso la missione, ma risolverlo è necessario per garantire in ogni caso la ridondanza dei canali di alimentazione elettrica e con essi la continuità operativa della Stazione spaziale. Una volta sostituita la pompa, gli astronauti hanno atteso che venisse riattivata, osservando eventuali perdite, poi hanno avuto dal centro di controllo della Nasa a Houston 

domenica 24 marzo 2013

Samantha, l’italiana che volerà nel 2014 nello spazio, rimanendoci sei mesi



MILANO - Nata a Milano, ma originaria e cresciuta a Malè in val di Sole in Trentino, Samantha Cristoforetti, 36 anni,  è la prima donna astronauta italiana che volerà l’anno prossimo nello spazio. Dopo aver conseguito il diploma di liceo scientifico a Trento, si è laurata in ingegnere all’università  di monaco di Baviera, Dal 2001 ha frequentato l?Accademia Aereonautica di Pozzuoli, diplomandosi nel 2005; durante la sua permanenza le e' stata assegnata la Spada d'Onore per meriti accademici. Attualmente ha il grado di capitano.
Nel maggio 2009 è stata selezionata come astronauta dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), prima donna italiana e terza europea in assoluto dopo una britannica (1991) e una francese (2001). Alla selezione persei astronauti, avevano partecipato più di 8500 aspiranti.
Il 30 novembre 2014 raggiungerà a bordo di una Sojuz la Stazione Spaziale Internazionale  (ISS) per una missione della durata di 6-7 mesi per sviluppare il programma scientifico dell'Esa con esperimenti di fisiologia umana, scienze fisiche e scienze della vita. Insieme a lei, secondo l'accordo stretto tra la Nasa e l'agenzia spaziale italiana ASI, partiranno un astronauta americano e uno russo. Sarà la prima donna astronauta italiana a volare nello spazio

venerdì 1 giugno 2012

Missione compiuta: la prima navetta spaziale privata è rientrata dallo spazio


Drago ammarato nel Pacifico

CAPE CANAVERAL - La prima missione commerciale privata verso la Stazione Spaziale Internazionale si è conclusa con la capsula  SpaceX Drago che, sostenuta da un paracadute è ammarata sulla superficie dell'Oceano Pacifico, circa 560 miglia al largo della Baja California, la mattina di ieri alle 8.42 (16.42 in Italia) .Ha colpito l'acqua a circa un miglio dal suo obiettivo,
Lo splashdown è avvenuto nove giorni dopo il decollo di questa missione storica, durante la quale la prima navetta privata senza equipaggio ha consegnato alla ISS cibo, vestiario, attrezzature informatiche e forniture per esperimenti scientifici ed è rientrata con circa 1590 chili di carico dai rifiuti alla ricerca scientifica e a campioni sperimentali.

domenica 25 marzo 2012

Sgomberato sulla Soyuz l’equipaggio della stazione spaziale internazionale, sfiorata dal frammento di un vecchio satellite russo. Poi il rischio è passata

La stazione spaziale internazionale ISS

HOUSTON - L’equipaggio della  Stazione Spaziale Internazionale (Iss) è stato costretto a cercare rapidamente rifugio all’interno delle capsule Soyuz a causa di un frammento di un vecchio satellire russo. Il detrito spaziale proveniva dal satellite russo Cosmos 2251 lanciato nel 1993 ed entrato in collisione con un satellite di telecomunicazioni americano Iridium-33 nel febbraio 2009. 
La Nasa ha indicato  che si tratta della terza volta che un equipaggio è costretto a rifugiarsi dentro le Capsule per dei detriti spaziali. Il responsabile del centro controllo della missione russa ha rassicurato che la minaccia ormai è passata, gli astronauti tre russi, due americani e un olandese, stanno bene e  possono continuare la loro missione. L’agenzia spaziale americana ha spiegato via Twitter che la Stazione spaziale internazionale è equipaggiata in modo tale da affrontare incidenti di questo tipo. 

mercoledì 16 novembre 2011

La Soyuz Tma-22 ha attraccato alla stazione spaziale internazionale

La Soyuz Tma-22
MOSCA - La navetta Soyuz Tma-22 con a bordo due cosmonauti russi e un astronauta americano ha attraccato alla Stazione spaziale internazionale (Iss) alle 6.24 ora italiana. 
L'equipaggio formato dai russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin e dall'americano Dan Burbank darà il cambio ai tre uomini attualmente nella Stazione, l'americano Mike Fossum,il giapponese Satoshi Furukawa e il russo Serghei Volkov, che torneranno sulla Terra martedì prossimo .
 

mercoledì 31 agosto 2011

Se la stazione spaziale internazionale resterà vuota, rischia di cadere sulla Terra. E i razzi Soyuz non partono



CAPE CANAVERAL - Lasciare la Stazione spaziale internazionale "Alpha" senza equipaggio aumenta in modo esponenziale i rischi di perdere l'Iss che potrebbe precipitare sulla Terra. La struttura, che può in teoria essere mantenuta in funzione per via remota a tempo indefinito, infatti, potrebbe essere in pericolo senza equipaggio: lo ha dichiarato in conferenza stampa il responsabile del programma Iss, Michael Suffredini in collegamento con i colleghi russi.
In particolare, secondo la Nasa esiste una possibilità su dieci di perdere la stazione entro sei mesi senza un equipaggio a bordo in grado di affrontare un problema potenzialmente critico, e una su due entro un anno. 

L'Iss potrebbe infatti essere sgomberata e rimanere senza equipaggio se non saranno risolti i problemi ai vettori russi utilizzati per il lancio delle capsule Soyuz e delle navette di rifornimento Progress: i razzi russi sono attualmente gli unici in grado di raggiungere "Alpha" dopo la fine del programma shuttle.
La Russia aveva annunciato di aver sospeso per almeno un mese la partenza di un proprio equipaggio verso la stazione, dopo che una nave da carico senza equipaggio era precipitata schiantandosi in Siberia il 24 agosto scorso. Si spera di effetture il prossimo lancio entro la fine di ottobre o all'inizio di novembre: era stato programmato per il 22 settembre.
Al momento a bordo della Iss ci sono sei astronauti, tre dei quali dovrebbero ritornare sulla Terra il prossimo 8 settembre e il resto il 16 novembre. Se i problemi tecnici non saranno risolti per la metà di novembre l'equipaggio - che tornerebbe a bordo delle due Soyuz attraccate su "Alpha" - non verrebbe sostituito.
Il relitto della Progress precipitata la settimana scorsa - presumibilmente a causa di un guasto ad una delle pompe del combustibile del razzo vettore - non è ancora stato recuperato: se un simile incidente fosse avvenuto ad una Soyuz tuttavia non vi sarebbero state conseguenze fatali per l'equipaggio dato che la capsula è in grado di distaccarsi dal vettore e rientrare autonomamente.