ASCOLI PICENO - Eccola la prova che incastrerebbe Salvatore Parolisi per l'uccisione della moglie. Sulla bocca di Melania Rea è stato trovato il Dna del caporalmaggiore dell'esercito, secondo una breve notizia battuta alle 18,30 dall'agenzia Ansa, Il contatto, sempre secondo il lancio dell'agenzia, sarebbe avvenuto prima della morte. E si aprirebbero scenari inquietanti. Le tracce del dna di Salvatore Parolisi sulla bocca di Melania (in particolare sulle labbra e sulle gengive) sarebbero state lasciate poco prima che la donna morisse. Se il contatto tra i due fosse avvenuto molto tempo prima, il movimento della lingua e della saliva della stessa donna le avrebbe 'cancellate'. E' una delle conclusioni cui è giunto il medico legale Adriano Tagliabracci. Lo scenario che si profila è dunque un bacio 'mortale', o la mano di Parolisi sulla bocca della donna per non farla urlare o tenerle fermo il capo.
Un dettaglio particolarmente odioso emerge dalla perizia medico legale sul corpo di Melania Rea: l'assassino, dopo averla uccisa, tornò sul luogo del delitto e per inquinare le prove la colpì di nuovo con un'altra arma, non una lama, comunque diversa da quella con lui l'aveva uccisa e di cui probabilmente si era già disfatto. Per far questo, scostò le mani che la povera donna aveva ancora riunite sul petto per difendersi dai colpi mortali e affondò l'arma sul cadavere.
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