mercoledì 6 luglio 2011

Il Consiglio Supremo di Difesa ha deciso che le missioni militari all'estero vadano "ridefinite"

ROMA - Il Consiglio supremo di difesa, riunitosi oggi al Quirinale, ha deciso che i contingenti militari impegnati nelle varie missioni all'estero vadano ridefiniti "tempestivamente", come si legge in una nota.
"Il Consiglio ... ha convenuto sull'opportunità di procedere, di concerto con le Istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti. La ricerca di soluzioni concordate sarà ponderata e tempestiva", si legge nella nota diffusa dal Quirinale dopo la riunione, presieduta dal presidente Giorgio Napolitano.
In particolare la missione Nato in Libia sta creando tensioni all'interno della maggioranza, con la Lega Nord che chiede che l'impegno italiano si concluda al più presto e che il governo non ricorra a un aumento della pressione fiscale per finanziarla.
Sulla Libia - dove la missione a guida Nato è autorizzata dall'Onu fino a settembre - il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha dato scadenze, anche se ha detto di condividere le preoccupazioni di chi teme che le azioni militari si prolunghino.
"Con riferimento alla crisi libica, che riveste particolare interesse per l'Italia, è stato effettuato un punto di situazione sull'andamento delle operazioni in corso e sulle loro prospettive", prosegue la nota. "Al riguardo, è stata sottolineata l'opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell'Onu".
Oltre alla Libia, le principali missioni militari che vedono impegnate l'Italia sono quelle in Afghanistan - dove è già in corso un graduale ridimensionamento del contingente -, Libano e Kosovo.

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