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giovedì 2 gennaio 2014

Paderno Dugnano: ex gioielliere spara in clinica alla moglie malata e si suicida

Giancarlo Bocciarelli
PADERNO DUGNANO - Un uomo, Giancarlo Bocciarelli, di 76 anni, ha ucciso la moglie Anna, di 79, malata, a colpi di pistola, poi si è tolto la vita davanti al cadavere della donna. E' accaduto a Paderno Dugnano, nel Milanese, all'interno della clinica dove la 79enne era ricoverata. L'arma usata dal marito, un gioielliere in pensione, era regolarmente detenuta. La verità è emersa solo dopo i primi accertamenti. Sulle prime, infatti, per via delle ferite poco evidenti sul corpo di lei, si pensava solo che l'uomo si fosse suicidato al suo capezzale. Quando i medici e gli investigatori si sono accorti dei fori sul petto della donna, si è capito quanto era successo.  
L'ex gioielliere era originario di Milano, come la moglie, e abitava con lei a Carpaneto Piacentino (Piacenza). In clinica nessuno si è accorto di nulla fino a quando improvvisamente gli infermieri hanno sentito gli spari dalla stanza. Il luogo della tragedia, la residenza sanitaria assistenziale Emilio Bernardelli, si trova in via Maresciallo Giardino, alla periferia di Paderno. E' una struttura residenziale moderna, con corpi di due e quattro piani, a fianco della clinica San Carlo, circondata da un grande parco. "La paziente non era in pericolo di vita. Si stava riabilitando, era cosciente e vigile. E il marito le portava ogni giorno fiori e caffè": lo ha detto Eugenio Vignati il direttore sanitario della Rsa di Paderno Dugnano smentendo alcune indiscrezioni sullo stato vegetativo della vittima.

giovedì 21 febbraio 2013

Monza: trovato impiccato il ragazzino etiope che voleva tornare in Africa per rivedere i suoi fratelli


MONZA -  E' stato trovato morto a Biassono in provincia di Monza il ragazzino di origine etiope di 14 anni scomparso da Paderno Dugnano (Milano) il 13 febbraio. Habtamu Scacchi era già scappato di casa un anno fa ed era stato rintracciato a Napoli mentre tentava di tornare nel suo Paese per ricongiungersi con due fratelli. Secondo i carabinieri, che hanno trovato il cadavere, Habtamu si è suicidato impiccandosi ad un albero.
Il quattordicenne, in casa, aveva lasciato un biglietto in cui scriveva di voler farla finita perché non riusciva ad adattarsi all'ambiente in cui viveva. 

La storia di Habtamu aveva fatto il giro del Paese all'inizio del 2012, quando era fuggito da Pettenasco, sul lago d'Orta, dove era in vacanza con i genitori in una casa di villeggiatura. Il ragazzino era stato fermato cinque giorni dopo da alcuni agenti di polizia che lo avevano riconosciuto a Napoli. Allora si era portato via una cartina geografica per orientarsi nel viaggio verso il Sud dell'Italia, alla volta dell'Etiopia

Il suo sogno era rivedere i fratelli che aveva lasciato poco tempo prima quando era stato adottato, assieme a un altro fratello, dalla famiglia di Paderno. La polizia ferroviaria lo riconobbe mentre vagava nella stazione centrale di Napoli. Agli agenti raccontò la nostalgia di casa e il desiderio di riabbracciare i famigliari rimasti.