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mercoledì 21 maggio 2014

Marco Biagi, riaperta l'inchiesta sulla mancanza di protezione. La Procura indaga per omicidio per omissione

Marco Biagi
BOLOGNA - Riaperta l'inchiesta sul delitto di Marco Biagi. La Procura di Bologna ora indaga sui comportamenti omissivi di funzionari di Stato nella revoca della scorta al giuslavorista ucciso dalle Br il 19 marzo 2002. L'ipotesi di reato è quindi omicidio per omissione. Il caso è stato riaperto dopo l'acquisizione dei documenti sequestrati nell'inchiesta sul conto dell'ex ministro Claudio Scajola. I documenti si trovavano in casa dell'ex ministro e proverebbero che l'allora responsabile degli Interni era stato informatodei rischi che correva il giuslavorista.  Tra i documenti sequestrati a Scajola, secondo il "Corriere della Sera", anche un'informativa da lui vistata sulle minacce che Biagi, al quale era stata tolta la scorta, stava ricevendo. Scajola aveva sempre affermato di non essere mai stato informato.
L'inchiesta sul delitto Biagi è stata quindi riaperta e la Procura bolognese che ora indaga sui comportamenti omissivi di funzionari di Stato nella revoca della scorta al giuslavorista ucciso dalle Br il 19 marzo 2002 ipotizzando in sostanza il vcaso di omicidio per omissione. Il caso è stato riaperto dopo l'acquisizione dei documenti sequestrati nell'inchiesta sul conto dell'ex ministro.
I documenti sarebbero stati sequestrati il 9 luglio 2013 a casa di Luciano Zocchi, ai tempi capo della segreteria di Scajola. Si tratta di un quaderno rosso che conteneva l'elenco delle carte portate a casa da un agente del Sismi, chiamato dallo stesso Zocchi. Fascicoli recuperati dai finanzieri nell'abitazione dello 007 e che riguardavano, tra l'altro, il G8 di Genova e appunto l'omicidio di Marco Biagi.
Secondo quanto emergerebbe, risulta che Scajola fosse perfettamente informato del pericolo che correva Marco Biagi senza la scorta. A chiedere l'intervento del ministro fu un politico vicino al giuslavorista. E' sua la lettera ritrovata nel faldone ed ora al vaglio dei magistrati, in cui Scajola viene allertato. Cosa che l'ex ministro invece ha sempre negato. Tutto il materiale su Marco Biagi è stato trasmesso a Bologna dove il pm Antonello Gustapane ha riaperto le indagini sulla revoca della scorta e ha già sentito sia Zocchi sia la moglie dell'ex ministro Maurizio Sacconi.
Tra le carte inviate in Emilia c'è anche l'interrogatorio che Luciano Zocchi fece con i pm romani un anno fa subito dopo il ritrovamento dei documenti nella sua abitazione. Un verbale pieno di omissis che è anche al centro del fascicolo, assieme al quaderno rosso contenente l'elenco dei documenti consegnati allo 007 del servizio militare e a decine di carte sequestrate a quest'ultimo in due bustoni della spazzatura.

L'omicidio per omissione è una ipotesi di reato più grave dell'omissione semplice, che sarebbe prescritta dopo 7 anni e mezzo (nel 2009), e dunque è perseguibile. E' prevista dal secondo comma dell'art.40 codice penale: "Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo". In pratica il procuratore Roberto Alfonso e il sostituto Antonello Gustapane, titolari del fascicolo, ipotizzano che chi sapeva delle minacce a Biagi non fece quello che era in suo potere e dovere per porlo al riparo dai propositi eversivi delle nuove Br.

lunedì 19 marzo 2012

Appello ai sindacati di Napolitano: mostrino senso di responsabilità


ROMA -  "Penso che sarebbe grave la mancanza di un accordo cui le parti sociali diano solidalmente il loro contributo", ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano parlando con i giornalisti al termine di una cerimonia alla Camera in ricordo di Marco Biagi.
 Napolitano ha sottolineato come il ricordo del lavoro di Marco Biagia sia oggi "particolarmente importante" perché si é alla vigilia "di un incontro atteso", cioé quello di domani tra il Governo e le parti sociali. 
E il presidente oggi si è rivolto proprio a loro, ai sindacati, affinché mostrino senso di responsabilità: "mi aspetto che anche le parti sociali mostrino di intendere che è il momento di far prevalere l'interesse generale su qualsiasi interesse e calcolo particolare. Lo richiedono - ha ricordato Napolitano - le difficoltà del Paese e i problemi dinanzi al mondo del lavoro e delle nuove generazioni".