Visualizzazione post con etichetta kyoto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta kyoto. Mostra tutti i post

giovedì 19 dicembre 2013

Kyoto, il re dei ravioli giapponese ucciso in un agguato nel parcheggio della sua ditta

Takayuki Ohigashi, il "re dei ravioli" giapponese ucciso
KYOTO - Il parcheggio dove è avvenuto l'agguato
KYOTO - lI magnate giapponese dei ravioli, padrone di una nota catena di ristoranti diffusa in tutto il Paese, è stato ucciso a Kyoto, città dove il crimine organizzato è piuttosto attivo. Takayuki Ohigashi, 72 anni, è stato ritrovato senza vita in un lago di sangue nel parcheggio davanti alla sede della sua impresa. La morte è stata confermata dalla sua società, "Gyoza no Ohsho" (Il re dei ravioli), catena di oltre 650 ristoranti in Giappone.

Secondo i media, il corpo presentava almeno tre ferite d'arma da fuoco. Una circostanza rara in Giappone, dove la legge in materia di porto d'armi è molto restrittiva. Nella maggior parte dei casi, quando in un agguato si usano armi da fuoco, vi è coinvolta la Yakuza, la mafia locale.

venerdì 16 agosto 2013

Giappone: esplodono bombole di gas a un festival di fuochi d’artificio, 59 feriti

FUKUCHIYAMA - Il momento dell'esplosione
TOKIO - Più di 50 persone sono rimaste ferite in un'esplosione durante un festival di fuochi d'artificio nella Prefettura di Kyoto.
Tra i più gravemente gravemente feriti un bambino di 10 anni che è stato ricoverato in un reparto di terapia intensiva.
L'esplosione è avvenuta verso le 19:30 ora locale (12:30 in Italia) di ieri a Fukuchiyama, prima che i fuochi d'artificio iniziassero: 59 persone sono state portate in ospedale, con 19 in gravi condizioni, cinque in pericolo di vita.
"Ho sentito un botto e poi ho visto un mare di fumo," ha detto un testimone che era vicino al sito dell'esplosione.
Gli organizzatori dei fuochi d'artificio hanno detto che sono probabilmente esplose bombole di gas propano utilizzati nelle bancarelle alimentari .

L'evento annuale, a cui l’anno scorso avevano partecipato 110.000 persone, è stato poi annullato.

mercoledì 12 giugno 2013

Morto in Giappone l’uomo più vecchio del mondo (116 anni)

Jiroemon Kimurta
TOKIO - Un uomo giapponese riconosciuto come persona più anziana vivente al mondo, e l'uomo più vecchio MAI registrato nella storia, è morto all'età di 116. Jiroemon Kimura è morto per cause naturali oggi in un ospedale di Kyotango, Kyoto,.
Nel mese di dicembre, il  Guinness World Records  aveva certificato che  Kimura era in effetti l'uomo più vecchio del mondo. Aveva avuto sette figli, 14 nipoti, 25 pronipoti e 13 pro-pro-nipoti ed era nato il 19 Aprile 1897.
Aveva lavorato nel suo ufficio postale locale fino a quando era andato in pensione ed aveva aiutato suo figlio nella sua azienda agricola fino all'età di circa 90 anni. Era diventata persona più anziana vivente al mondo nel mese di dicembre, quando il detentore del titolo precedente è morto.
In un'intervista in quell’ccasione, il nipote, Tamotsu Miyake, aveva detto che Kimura aveva "un sorprendentemente forte volontà di vivere".
Una donna giapponese, Misao Okawa da Osaka, che ha 115 anni, molto probabilmente erediterà il titolo di persona più anziana vivente del mondo. Lei è già considerato la più anziana donna vivente del mondo.



sabato 8 dicembre 2012

Accordo al ribasso a Doha: prorogato di 8 anni il protocollo di Kyoto


DOHA  - Accordo a Doha sull'estensione del protocollo di Kyoto fino al 2020: circa 200 Paesi hanno acconsentito a estendere il periodo di impegno per l'accordo per rallentare i cambiamenti climatici. L'accordo èarrivato con un giorno di ritardo e dopo un'intensa notte di negoziati e non entusiasma nessuno; ha evitato però una nuova battuta d'arresto negli sforzi delle Nazioni Unite per fermare le crescenti emissioni di gas serra. L'estensione del protocollo di altri 8 anni mantiene in vita e giuridicamente vincolante l'unico patto tra governi per la lotta contro il surriscaldamento globale; ma e' stato indebolito dal ritiro di Russia, Giappone e Canada, e così adesso i Paesi firmatari risultano essere responsabili solo del 15 per cento delle emissioni di gas inquinanti (del resto, gli Usa non hanno mai firmato Kyoto). La Russia, che a Doha si è tirata indietro, voleva limiti meno stringenti. Rinviato anche il cosiddetto Doha Climate Gateway, ovvero la decisione sul pacchetto di aiuti ai Paesi in via di sviluppo perchè potessero affrontare le conseguenze derivanti dal cambiamento climatico. Su un punto tutti si sono trovati d'accordo: l'accordo di Doha è ben lontano da quello che gli scienziati chiedevano per scongiurare le tragedie climatiche sempre più frequenti (ondate di caldo incessante, tempeste violente, inondazioni, trombe d'aria, siccità devastanti e l'aumento costante dei livelli del mare).
  L'accordo di Kyoto, che sarebbe scaduto alla fine del 2012 senza una proroga, obbliga circa 35 Paesi industrializzati a tagliare le emissioni di gas serra di una media di almeno il 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (nel periodo dal 2008 al 2012). Ma le emissioni di anidride carbonica continuano a crescere: sono destinate ad aumentare del 2,6% quest'anno e sono di oltre il 50% piu' elevate che nel 1990; la crescita più impetuosa e' prodotta principalmente dai Paesi emergenti come Cina e India.