MILANO- E' morto questa mattina in ospedale a Milano, dopo essere stato in coma per un paio di settimane, Luigi Fontana il farmacista avvelenato con un aperitivo al cianuro, da un amico imprenditore, Gianfranco Bona. L'uomo, in carcere, ha confessato di aver avvelenato l'amico per evitare di pagare un debito di 270 mila euro. L'imprenditore, che ora dovrà rispondere non più di tentato omicidio ma di omicidio, confessò di aveva versato il 2 aprile il cianuro nell'aperitivo offerto a Fontana.
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domenica 15 aprile 2012
venerdì 6 aprile 2012
Milano, farmacista morente. Cianuro nell’aperitivo al bar
MILANO - Un aperitivo con gli amici. Quello del farmacista 64enne Luigi Fontana, però, conteneva cianuro in quantità letale. Ora l'uomo si trova in coma, ricoverato alla clinica Città studi di Milano, e i medici non lasciano spazio alle speranze. Qualcuno ha tentato di avvelenarlo. La vittima aveva aperto un contenzioso legale - già risolto - con il socio con cui gestisce la farmacia. Quando Fontana è stato avvelenato il socio non era con lui.
Nel sangue del farmacista sono state riscontrate seimila parti di cianuro, una dose dodici volte superiore a quella letale. L'uomo, titolare della farmacia milanese di via delle Forze Armate, intorno alle 13.00 di lunedì 2 aprile, aveva bevuto nel suo esercizio l’aperitivo prelevato al bar di fronte. Appena bevuto il suo Crodino, Fontana ha smesso di respirare ed è crollato a terra. Immediatamente soccorso dagli uomini del 118, la vittima è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Niguarda per poi essere trasferito alla clinica Città Studi.
Il farmacista, sposato e con due figlie, è un dei due soci dell'attività, tra i quali vi sarebbe un contenzioso amministrativo. Secondo la polizia, però, si tratterebbe di una disputa societaria che non avrebbe mai assunto caratteristiche di minaccia o della lite violenta. E sia la moglie sia i collaboratori avrebbero tutti riferito di non avere notizia di problemi particolari nella vita del farmacista. In Questura, però, si fa presente che al momento non è nemmeno certo se l'avvelenamento subito dall'uomo sia doloso o accidentale. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.
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