lunedì 18 luglio 2011

Domani in consiglio dei ministri il disegno di legge della "grande riforma" costituzionale. 250 deputati e 250 senatori, Senato Federale, superamento del bicameralismo perfettp

ROMA - l Governo preme sull'acceleratore e domani avvia l'esame della 'grande riforma' costituzionale. Taglio del 47% del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto con la nascita del Senato Federale, rafforzamento dell'esecutivo. Domani mattina la riunione che abitualmente precede la seduta settimanale del Consiglio dei Ministri avvierà l'esame di questo disegno di legge costituzionale che porta la firma del ministro delle Riforme e per il federalismo Umberto Bossi. La bozza, secondo quanto appreso dall'ASCA, nella relazione introduttiva viene definita ''una prima base di confronto'' e riporta una dichiarazione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dove si sottolinea che ''sara' per il Parlamento un'occasione per realizzare una riforma storica''.


I PUNTI 
Una sforbiciata decisa al numero dei deputati (da 630 a 250) e al numero dei senatori (da 315 a 250). E' questo, uno dei punti principali dello schema di disegno di legge costituzionale. Stop al bicameralismo perfetto: arriva il Senato Federale che sara' eletto a suffragio universale e diretto su base regionale. I senatori (non meno di cinque per ogni Regione, tranne il Molise che ne avra' due e la Valle d'Aosta uno) saranno eletti contestualmente ai Consigli Regionali. All'attivita' del Senato partecipano, senza diritto di voto, altri rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali. A tal fine, all'inizio di ogni legislatura regionale ciascun Consiglio regionale elegge un rappresentante tra i propri componenti e ciascun Consiglio delle Autonomie Locali elegge un rappresentante tra i sindaci e presidenti di Provincia o di Citta' metropolitana

Viene soppressa la quota di deputati (di solito 12) eletti alla camera nella circoscrizione estero.
I presidenti emeriti della Repubblica sono deputati di diritto e a vita.
L'indennita' che i deputati e i senatori federali riceveranno sara' ''corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori''.

Scende a 21 anni l'eta' per essere eletti sia alla Camera dei Deputati, sia al nuovo Senato Federale.

Il procedimento legislativo diventa piu' semplice e tempestivo: solo per poche materie (come ad esempio la revisione costituzionale) si procedera' con il bicameralismo perfetto; negli altri casi la competenza sara' o della sola camera o del solo Senato, con la possibilita' dell'altra camera di formulare un parere entro trenta giorni. Secondo il ddl, spetta ai regolamenti parlamentari definire piu' incisivi poteri del Governo in Parlamento e predisporre adeguate garanzie per le opposizioni parlamentari.
Il presidente del Consiglio dei Ministri diventa ''Primo Ministro''.

Le funzioni del presidente della Repubblica, ''in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal presidente della camera dei Deputati''.

La legge elettorale per la Camera dei deputati dovra' garantire la formazione di maggioranze solide, con il Primo ministro che sara' nominato dal presidente della Repubblica sulla base dei risultati delle elezioni. La riforma mantiene il rapporto di fiducia esclusivamente fra il Governo e la Camera dei Deputati e l'approvazione della mozione di sfiducia non comporta lo scioglimento necessario della Camera. Infatti, secondo la bozza del ddl, e' possibile che presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni, nomini un nuovo premier oppure che la Camera dei Deputati stessa, nell'ambito della stessa maggioranza, individui un nuovo Primo ministro (la cosiddetta sfiducia costruttiva). Al premier il potere di nomina e revoca di ministri, vice ministri e sottosegretari.

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