venerdì 15 luglio 2011

Azienda tedesca in bancarotta fa pignorare un bene del creditore, che è il governo della Thailandia. E’ un jet, ma di proprietà del principe ereditario. E il ministro degli esteri si precipita in Germania: crisi diplomatica?

Il principe ereditario  thailandese Maha Vaijiralongkorn
BANGKOK - Un'azienda in bancarotta esige di riscuotere i suoi crediti e ottiene il pignoramento di un bene del debitore: fin qui sarebbe una faccenda normale, se non fosse per il fatto che c'è di mezzo il principe ereditario thailandese, Maha Vajiralongkorn, vistosi sequestrare il suo jet personale in una contesa tra un gruppo di costruzioni tedesco e le autorità di Bangkok. Grave imbarazzo per il caso diplomatico, che coinvolge l'erede al trono di uno stato dove il re gode di uno status semi-divino
Il ministro degli Esteri Kasit Piromya è partito per la Germania la scorsa notte per cercare il rilascio dell’aereo. Descrivendo il sequestro come un "errore enorme", Kasit ha detto che avrebbe informato il governo tedesco della sua profonda preoccupazione per l'incidente e avrebbe chiesto al giudice tedesco di rilasciare immediatamente l’aereoplano. “Questo aereo è proprietà personale, non quella del governo thailandese", ha precisato Kasit. Un team di avvocati thailandesi tra cui il procuratore generale e un vice direttore generale per gli affari trattati e legali sono stati inviati al Dipartimento di Monaco di Baviera  a coordinarsi con i legali tedeschi. Kasit ha precisato che il governo aveva scritto e parlato con i funzionari del ministero degli esteri tedesco e aveva già nominato un avvocato per interessarsi del caso. “Tutti i tailandesi sono preoccupati per quello che è successo", ha sostenuto. aggiungendo che la questione potrebbe influenzare i rapporti bilaterali tra i due paesi, se l'esito sarà “irragionevole”.
Il sequestro aereo è stato ordinato dal tribunale tedesco in  seguito di una richiesta di Werner Schneider, il curatore fallimentare del costruttore tedesco Walter Bau AG, per forzare un pagamento di 30 milioni di dollari (1,26 miliardi di baht) da parte dello Stato thailandese. L'azione è basata su una decisione del 2009 della Commissione delle Nazioni Unite sul diritto commerciale internazionale che condannava  la Thailandia a pagare alla  Walter Bau i 30 milioni per la violazione di un trattato di investimento bilaterale tra Germania e Thailandia. La corte delle Nazioni Unite aveva rilevato che il governo tailandese aveva violato i termini di una concessione gestita da una joint venture in parte di proprietà di Walter Bau. Schneider ha spiegato che il sequestro viene dopo  ripetuti rifiuti da parte del governo thailandese di pagareil dovuto alla società.
La vocenda  risale a più di 20 anni fa  con  il coinvolgimento della società  DYWIDAG, che si è fusa con la Walter Bau nel 2001, nella costruzione di un’autostrada a pedaggio tra Bangkok e l’aeroporto Don Mueang.  Dopo "numerose violazioni del contratto da parte del governo tailandese", Walter Bau, ormai insolvente, nel 2007 cheise il  risarcimento danni, la cui legittimità è stata confermata dalla sentenza della corte del  2009. 
L'aereo, un 737-400 costruito nel 1995, molto probabilmente avrebbe un valore di rivendita da  5 milioni a 6 milioni di dollari  ha detto Paul Hayes, direttore  di Ascend, una società di consulenza aeronautica a Londra.
Walter Bau è stata una delle più grandi società di costruzione in Germania:  quando ha chiuso i battenti nel 2005 più di 4.000 lavoratori sono rimasti a casa.
Stefan Düppel, incaricato d’affari presso  l'ambasciata tedesca d'affari, ha detto che il sequestro dell’aereo era una normale azione legale e i liquidatori non erano tenuti a informare o consultare  il governo tedesco in anticipo.

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